Robotica, l’Italia conquista Hyderabad: tra i vincitori anche i Mini-Ibot guidati dalla lucana Fausta D’Acunzo
Il team italiano, unico europeo tra i 20 selezionati, vince il WRO STEM Entrepreneur Program Pilot con “Omero”, la tavolozza tattile che porta l’arte alle persone non vedenti e ipovedenti
L’Italia conquista un importante riconoscimento internazionale nella robotica e lo fa anche grazie alla competenza e alla passione di una lucana. A Hyderabad, in India, il team italiano Mini-Ibot Innovators, guidato dalla coach Fausta D’Acunzo, è tra i quattro vincitori del primo WRO STEM Entrepreneur Program Pilot, dedicato a giovani innovatori chiamati a trasformare i propri progetti di robotica in idee imprenditoriali.
Un risultato arrivato al termine di un percorso internazionale particolarmente selettivo. Il team italiano si era infatti qualificato alle finali internazionali degli Open Asia-Pacific della World Robot Olympiad, ottenendo così l’accesso alla selezione per il nuovo programma.
Alla candidatura hanno risposto numerose nazioni, ma al programma hanno avuto accesso soltanto 20 team: sette selezionati attraverso gli Open Asia-Pacific e altri tredici provenienti dal continente asiatico.
E qui c’è un dato che rende ancora più significativo il risultato italiano: i Mini-Ibot erano non soltanto l’unico team italiano, ma l’unica rappresentanza europea dell’intero programma.
Un confronto internazionale di altissimo livello, nel quale il team ha portato un progetto che unisce robotica, innovazione e inclusione. Al termine del percorso, sono state quattro le squadre premiate, in rappresentanza di Italia, India, Filippine e Corea del Sud.
Per ciascun team vincitore sono previsti 5.000 dollari di premio e sei mesi di mentoring, con l’obiettivo di accompagnare lo sviluppo dei progetti e trasformare le idee nate nel percorso STEM in vere opportunità imprenditoriali.
Al centro del progetto italiano c’è Omero, una tavolozza artistica tattile pensata per consentire alle persone non vedenti e ipovedenti di creare e vivere l’arte attraverso il tatto e il suono. Una soluzione che mette la tecnologia al servizio dell’inclusione.
Dietro il percorso dei Mini-Ibot c’è anche Fausta D’Acunzo, ingegnere nucleare, coach del gruppo e originaria di Tursi, da anni impegnata nella formazione e nella robotica educativa.
Da una qualificazione internazionale conquistata nell’area Asia-Pacifico fino al palco di Hyderabad, il percorso dei Mini-Ibot racconta così una storia tutta italiana che guarda al mondo. E con una presenza lucana in prima fila, l’Italia è riuscita a distinguersi in un programma nel quale era l’unico Paese europeo rappresentato.






