Terza dose di vaccino anti-Covid, in Puglia entro il 15 ottobre agli immunodepressi

A partire dal 20 settembre ed entro la data del 15 ottobre dovrà essere garantita la somministrazione della terza dose di vaccino anti Covid a tutte le persone in “condizione di immunodeficienza” come, ad esempio, trapiantati, pazienti oncologici e dializzati. E’ quanto disposto dalla circolare trasmessa nelle scorse ore alle Asl e agli ospedali pugliesi dal dipartimento Salute.

“Da un punto di vista organizzativo si farà ricorso come nella prima fase alle reti di patologia”, spiega l’assessore alla Sanità, Pierluigi Lopalco. Quindi, le dosi saranno inoculate direttamente nei centri di cura.

“La somministrazione della dose aggiuntiva – si legge nella circolare – deve essere assicurata in primo luogo dai Centri specialistici e dai Nodi appartenenti alle Reti di patologia e delle Malattie rare costituiti a livello regionale. Sulla scorta dell’esperienza maturata nel corso delle prime fasi della campagna vaccinale anti‐Covid19, infatti, tale indicazione può rappresentare l’opzione più efficace per un rapido raggiungimento delle popolazioni target. Ciò anche in considerazione della necessità di valutare tempestivamente l’effettivo stato di compromissione immunologica nei pazienti da avviare al completamento del ciclo vaccinale con la dose addizionale”. Sulla questione terza dose è intervenuto anche Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli ordini dei Medici, che ha auspicato un confronto a stretto giro tra le organizzazioni mediche ed il ministero della Salute “per organizzare nella maniera più efficiente il coinvolgimento dei medici di medicina generale nella campagna di somministrazione delle terze dosi. “Sarebbe stato opportuno – sottolinea ancora – interpellare i medici prima dell’avvio della campagna sulla terza dose, per permettere una migliore organizzazione. Ci sono infatti gruppi di pazienti che difficilmente andrebbero negli Hub vaccinali per la somministrazione del vaccino. Se in questa fase vanno coinvolti prioritariamente, tra gli altri, i soggetti immunodepressi e pazienti oncologici, indirizzarli verso gli Hub potrebbe creare delle difficoltà”. Intanto, secondo gli ultimi dati diffusi nella circolare inviata alle asl pugliesi, dai 50enni in su la regione ha raggiunto l’obiettivo “minimo” di vaccinati contro il Covid con almeno l’80% della popolazione residente, traguardo ancora non raggiunto nella fascia tra i 40 e 49 anni, dove c’è una larga fetta di non immunizzati. Cala ulteriormente la copertura tra i 30 e 39 anni (72,13%), per risalire tra i 20 e 29 anni (74,98%).