Palo del Colle, sono 71 i dipendenti dell’azienda Siciliani positivi al Coronavirus
La Asl di Bari: “Stilato con l’azienda un apposito protocollo per la salute dei lavoratori”
Salgono a 71 i dipendenti dello stabilimento Siciliani colpiti dal Coronavirus. E l’Asl stipula con l’azienda un protocollo ad hoc.
Un dipendente su sette positivo al coronavirus. Secondo gli ultimi dati sono 71 le persone che lavorano nello stabilimento Siciliani di Palo del Colle risultate contagiate da Covid, su 478 tamponi effettuati negli ultimi giorni. Nel conteggio mancano 23 lavoratori, assenti al momento dei prelievi e che verranno presto esaminati. I residenti a Palo del Colle tra i positivi sono 28. I numeri definitivi sono stati resi noti dall’Asl di Bari, che ha deciso di mettere in atto, in accordo con l’azienda, un protocollo operativo senza precedenti. “Le misure – in linea con quanto previsto nel Protocollo nazionale sulle indicazioni normative e procedurali della emergenza sanitaria”, si legge in una nota, “forniscono in anticipo un modello di gestione di cui potranno avvalersi tutte le aziende a partire dallo sblocco del lockdown annunciato per la prossima settimana. Il protocollo contiene diverse misure di contenimento: controllo della temperatura corporea ai dipendenti, igiene obbligatoria delle mani, sanificazione degli ambienti, obbligo di utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuale, informazione e sistemi di vigilanza sul rispetto delle norme da parte dei datori di lavoro e allontanamento di quanti dovessero manifestare sintomi simil- influenzali o comunque sospetti. Nel frattempo la ditta Siciliani” continua la nota “ha stabilito spontaneamente ed in via precauzionale la temporanea sospensione dell’attività all’interno dello stabilimento, fatte salve quelle attività che si rendono necessarie per la commercializzazione delle merci deteriorabili e per il benessere degli animali vivi. Sono inoltre state definite, in accordo anche con le rappresentanze sindacali e dei lavoratori, le procedure di riammissione al lavoro dei dipendenti che risultino esclusi dal contagio (previa valutazione e monitoraggio anche da parte dei medici competenti, utilizzando pure lo strumento dei test sierologici) e di riattivazione progressiva delle aree produttive che assicurino la tutela della salute dei lavoratori e delle popolazioni residenti e, nel contempo, la tenuta economica dell’azienda”.

