Ex Ilva, corteo a Taranto ‘basta inquinamento e ricatto occupazionale’
È partito da piazzale Democrate a Taranto il corteo “Taranto torna a vivere”, promosso dalla rete di cittadini e associazioni Onda del Futuro per chiedere la chiusura del polo siderurgico e la bonifica integrale del Sito di interesse nazionale. In centinaia si sono radunati nel piazzale e sono poi partiti in corteo per raggiungere piazza Maria Immacolata, dove è previsto un momento di microfono aperto. La mobilitazione precede di tre giorni l’udienza del 20 ottobre in Cassazione sui ricorsi di Adi in As e Ilva in As contro il fermo dell’area a caldo disposto dalla Corte d’Appello di Milano.
“Basta imposizioni, decidiamo noi” è il messaggio della manifestazione, alla quale partecipano cittadini, giovani, attivisti, associazioni ed esponenti politici a titolo personale. In corteo croci bianche, nomi e fotografie di bambini morti per malattie che i familiari ritengono legate all’inquinamento. Esposti anche gli striscioni “Tutto l’acciaio del mondo non vale la vita di un solo bambino”, “Ilva, basta veleni” e “Decarbonizzazione, la chiacchiera del padrone”. Tra gli omaggi anche una bandiera con il volto di Massimo Battista, ex operaio Ilva ed ex consigliere comunale morto di tumore.
La rete, che dice “no alla scelta tra salute e lavoro e al ricatto occupazionale”, chiede la chiusura dello stabilimento, garanzie occupazionali per i lavoratori diretti e dell’indotto, sostegni alle famiglie, una legge speciale per Taranto, più assistenza oncologica pediatrica, programmi permanenti di sorveglianza sanitaria, ed alternative economiche nei settori della ricerca, della formazione, dell’economia del mare, dell’agroalimentare e delle energie rinnovabili.

