San Gerardo 2026, l’omelia di Carbonaro chiude i festeggiamenti patronali
A Potenza la Solennità di San Gerardo La Porta ha rinnovato il legame profondo tra la città e il suo patrono. Una celebrazione a chiusura della due giorni seguita da TRM Network, dalla diretta della Storica Parata dei Turchi del 29 maggio alla Santa Messa del 30, presieduta dall’arcivescovo Davide Carbonaro, cui è seguita la tradizionale processione nel centro storico.
Nell’omelia, parole forti di monsignor Carbonaro. Richiamato il significato autentico della devozione verso San Gerardo: non una tradizione svuotata, ma un riferimento vivo, capace di orientare ancora oggi la comunità. “Gerardo – ha ricordato – è il pastore che non abbandona il suo gregge, che lo guida e lo protegge”. Un’immagine che richiama la responsabilità di chi, come il Santo, sa stare in mezzo alla sua gente, ascoltarne le fatiche e custodirne l’unità.
Un passaggio importante è stato dedicato ai giovani. L’arcivescovo ha raccontato l’incontro vissuto al Liceo Classico “Quinto Orazio Flacco”, dove gli studenti lo hanno invitato a una notte di riflessione e confronto. “Quando vogliono e noi li aiutiamo – ha detto – i giovani sanno trasformare anche la notte in un tempo di introspezione e domande vere”. Rifuggire il neo paganesimo – il monito. Carbonaro ha invitato la città a riconoscersi “sotto un unico tetto”, quello del Vangelo che San Gerardo ha incarnato con la sua vita. Un messaggio di protezione, prossimità e responsabilità reciproca, che continua a tracciare la strada della comunità potentina. E poi l’anello di congiunzione tra Gerardo La Porta e San Gerardo Maiella, celebrato nel 2026 a trecento anni dalla nascita. Entrambi esempi di amore per la comunità.

