Qualità della vita 2025: Puglia in calo con Bari e Lecce, la Basilicata prova a risalire

Qualità della vita 2025: Puglia e Basilicata strette nel divario Nord-Sud. L’edizione 2025 dell’indagine sulla “Qualità della vita del Sole 24 Ore” fotografa un’Italia spaccata a metà, dove il Mezzogiorno continua ad arrancare nelle retrovie. Per Puglia e Basilicata il quadro complessivo oscilla tra la stabilità e preoccupanti flessioni strutturali, pur mostrando incoraggianti segnali di resilienza sul piano della sicurezza e della transizione energetica.
La Puglia registra un generale arretramento che colpisce duramente i suoi centri principali. Bari si conferma la prima provincia della regione ma scivola al 67° posto, perdendo due posizioni. Insieme a Catania, il capoluogo pugliese è l’unica altra città metropolitana italiana a registrare un calo. Non va meglio nel resto del territorio: Lecce subisce un pesante crollo perdendo ben nove posizioni e posizionandosi all’81° posto, mentre Taranto ne perde cinque, confermandosi fanalino di coda regionale al 99° posto. Restano sostanzialmente stabili, pur navigando nella parte medio-bassa della classifica nazionale, la provincia di Barletta-Andria-Trani, Foggia (98ª) e Brindisi, che registrano solo lievi variazioni positive di un singolo gradino. In Basilicata si respira un’aria leggermente diversa grazie a piccoli segnali di risalita, guidati soprattutto dalle performance positive nei parametri legati a “Giustizia e sicurezza”. Matera si posiziona al 79° posto e Potenza segue a breve distanza all’84° posto. Nonostante questi piccoli progressi, entrambe le province lucane rimangono molto lontane dal vertice del Mezzogiorno (guidato da Cagliari al 39° posto), penalizzate dalla storica carenza infrastrutturale e dall’isolamento geografico dei piccoli comuni interni. A pesare sul posizionamento complessivo di entrambe le regioni sono le macrocategorie economiche e demografiche: il calo dell’export e l’impennata della cassa integrazione frenano lo sviluppo industriale, mentre la denatalità accelera l’invecchiamento della popolazione. A bilanciare parzialmente il quadro e a preservare l’attrattività dei territori restano l’ottimo indice climatico, il costo della vita decisamente accessibile e un netto balzo in avanti nella densità degli impianti fotovoltaici.