ArcelorMittal, protestano in Aula i senatori della Lega contro l’abolizione dell’immunità penale

Un cartello con la scritta “Ilva” è stato innalzato da ciascun senatore della Lega presente in Aula al Senato durante la discussione sul decreto salvaimprese, per protestare contro l’abrogazione dello scudo ad Arcelor Mittal per la bonifica del sito di Taranto. L’azienda nelle scorse ore ha infatti annunciato di dover far fronte alla crisi della produzione ferma ormai a metà rispetto a quanto inizialmente previsto, con la proposta di un nuovo piano che prevede il taglio di cinquemila lavoratori. L‘azienda siderurgica intende ora dimezzare i propri obiettivi produttivi a Taranto, perchè a suo dire l’eccessiva produzione di acciaio nel resto d’Europa sta portando ad un brusco arresto della produzione nell’area ionica. Situazione che ha portato i 5 Stelle a voler far saltare l’immunità penale voluta nel primo governo Conte; una legge che garantisce al colosso mondiale di non rispondere dei reati commessi nel periodo dei lavori di ambientalizzazione. Un emendamento al decreto Imprese, voluto dall’ex ministro Barbara Lezzi, ha però ha cancellato con un colpo di spugna questa forma di tutela di ArcelorMittal. Questo ha portato i senatori della Lega a protestare in Aula a Palazzo Madama, durante la discussione sul decreto salvaimprese. “Sull’ex Ilva “le priorità non sono più le aziende, i lavoratori ma le vostre poltrone – ha dichiarato la senatrice della Lega Tiziana Nisini – Con l’abrogazione dell’immunità il governo fa un regalo a Mittal che ora potrà uscire dall’Italia liberamente e noi non avremo mai i soldi per le bonifiche”.