In Basilicata per Itm 20 milioni ‘ma garanzie su occupazione’

Sì da Regione a due progetti presentati dal gruppo a Invitalia

L’assessore regionale della Basilicata allo Sviluppo economico, Francesco Cupparo, ha incontrato i rappresentanti sindacali e Rsu di Fim-Cisl (Larocca), Fiom Cgil (Calamita), Uilm Uil (Galgano), rappresentanti aziendali e il direttore dell’Italtractor di Potenza per fare il punto dello stato di attuazione del progetto industriale e degli investimenti da realizzare nello stabilimento. Sono due i progetti per l’adeguamento delle fabbriche di Potenza, Ceprano (Frosinone) e Fanano (Modena) inviati ad Invitalia con specifica finalità di ricerca e sviluppo e alla Regione Basilicata per l’avviso pubblico “Contratto di Sviluppo a valenza regionale” per Grandi Imprese. Il valore complessivo tra Invitalia e Contratto di Sviluppo è di circa 20 milioni di euro e sarà cofinanziato per il 30% dalla Regione, per consentire il rilancio produttivo dello stabilimento di Potenza e scongiurare il rischio di ridimensionamento occupazionale. I rappresentanti sindacali hanno espresso preoccupazione per la salvaguardia degli attuali occupati che dopo l’esodo volontario incentivato si è ridotto di una quarantina di unità rispetto alle 264 unità iniziali ed hanno evidenziato il continuo ricorso del Contratto di Solidarietà per l’intero organico. Ricordando di “aver espresso parere favorevole ad Invitalia in merito al progetto” Cupparo ha ribadito come sia necessario che il Gruppo Itm all’interno del piano industriale “fornisca garanzie occupazionali adeguate perché non possiamo permettere che all’erogazione di importati risorse finanziarie pubbliche non corrisponda il numero di unità lavorative previsto nel Contratto di Sviluppo”.

In un comunicato congiunto, i rappresentanti sindacali hanno messo in evidenza di aver “ribadito con chiarezza al management che i finanziamenti pubblici hanno un obiettivo preciso: rilanciare lo stabilimento di Potenza. Non sono ammissibili scelte di delocalizzazione o attività di campionamento “estere” perché significherebbe indebolire la fabbrica e il territorio”. La richiesta delle organizzazioni sindacali “è stata di garantire il mantenimento occupazionale e prospettive produttive strutturali per il sito lucano. Anche la Regione Basilicata – è scritto nella nota di Fim, Fiom e Uil – ha chiesto garanzie nette: nessuna riduzione dei livelli occupazionali e piena attuazione del contratto di sviluppo. Ora chiediamo coerenza industriale e strategica. Per Fim Fiom Uilm è fondamentale anche recuperare il rapporto con un committente decisivo come Hitachi, che ha avuto un ruolo determinante nello sviluppo del gruppo Itm. Attendiamo, in tal senso, risposte già dal 14 ottobre, nel prossimo coordinamento nazionale, e il successivo aggiornamento del tavolo regionale con la presenza dell’Ad Lamanna, per confermare gli impegni assunti oggi”. Per Fim Fiom Uilm, “l’unico obiettivo è creare sviluppo vero, prospettive industriali e valorizzazione delle professionalità presenti nello stabilimento. Continueremo a vigilare in ogni sede — aziendale, regionale e nazionale — affinché gli impegni presi diventino atti concreti. La storia ci ha insegnato che troppe volte le promesse non sono state mantenute. Oggi, invece, abbiamo il dovere di costruire futuro, lavoro stabile e sviluppo per gli stabilimenti italiani di Itm”.