Ferragosto per la politica materana una inutile pausa

MATERA – La pausa ferragostana, a differenza di quanto ci si aspettava, non ha portato buoni consigli sul fronte della politica municipale. Tutto è fermo alle scelte del sindaco Salvatore Adduce in ordine ai nuovi assetti dell’esecutivo comunale che in molti non hanno avuto difficoltà a definire un vero e proprio tracollo della tenuta del partito democratico. Adduce ha licenziato quattro assessori del Pd ed uno dell’Idv, nominandone tre nuovi (Giordano, Guarini e Macaione), riservandosi di chiudere la partita con l’individuazione di altri due esponenti della politica locale, presumibilmente targati Pd. Nel frattempo, tutti al mare o quasi, ma comunque con nessuna voglia di prendere il toro per le corna e con corposi diversivi tutti dedicati a ricordare che la città è tra quelle che si candida a diventare nel 2019 la capitale europea della cultura. Un tormentone che si è ripetuto in occasione della presenza a Matera di Vittorio Sgarbi nel giorno dell’inaugurazione del museo della follia e che ha trovato spazio anche in una manifestazione sportiva di solidarietà con l’emiliana Mirandola duramente colpita dagli ultimi eventi sismici. Unica eccezione il duro e accorato attacco, ma praticamente inascoltato, dell’ex assessore Cornelio Bergantino che si è intrattenuto sulla figura di Maramaldo con chiari richiami alle soldataglie dei cavalieri di ventura. Come dire: chi vuol capire capisca. E al silenzio, in chiave politica, del palazzo di città ha fatto da contraltare l’iperattivismo dell’altro palazzo che conta, quello della amministrazione provinciale istituzione, almeno a giudicare dalle scelte della spendig review del Governo, in odore di cancellazione. Si lavora, ma senza un percorso preciso, a salvare la Provincia nata nel 1927, invocando storia, costumi, tradizioni, unicità territoriale dell’area e qualità nella gestione dell’ente, temi che potrebbero avere un riscontro se il tema fosse quello della salvaguardia di un’etnia, ma nel caso specifico ci sono in ballo questioni economiche di fronte alle quali anche i più tenaci difensori della storia di un popolo dovrebbero arrendersi per il bene delle comunità interessate. Incontri, dibattiti, convocazioni assembleari, ma quel che manca è la soluzione da dare al problema . Si procede a tentoni, probabilmente quel che si intende costruire è un nuova Scanzano quando la regione scese in piazza per difendere il futuro della gente. Solo che questa volta ci si trova di fronte ad un governo forte e determinato, i temi non sono quelli della salute e della sopravvivenza fisica di una comunità e soprattutto la gente ha capito che dalla stretta della crisi si esce con scelte magari impopolari, ma di effetto sulla spesa pubblica che è poi il grande male del Paese. Tutte qui le novità politiche ferragostane. Aspettando settembre, ma soprattutto aspettando che il territorio materano, intorpidito dai silenzi comunali e frastornato dai chiassosi e improduttivi rendez vous provinciali, imbocchi strade dai percorsi meno avventurosi e comunque più certi e sicuri, non riproponendo quella brutta pagina della morte di Francesco Ferrucci per mano di Fabrizio Maramaldo.