Matera, il Festival Duni si chiude con un mito che rinasce: “Arianna viva”

Un’opera che ha intrecciato mito, musica antica e poesia contemporanea, lasciando il pubblico in un’atmosfera sospesa tra passato e presente

Un grido di dolore e di speranza, sospeso nel tempo. E’ “Arianna viva”, lo spettacolo che ha concluso la XXVI edizione del Festival Duni di Matera, portando sul palco del Cineteatro Guerrieri una nuova lettura del mito antico. Un’interpretazione che ha fatto rivivere la tragedia della figlia di Minosse, abbandonata da Teseo sull’isola di Nasso, in un intreccio di musica, poesia e luce.

L’Ensemble Dialogos ha preso in mano il mito di Arianna, rielaborandolo con un linguaggio musicale che richiama le traduzioni italiane tra il Trecento e il Cinquecento, mescolando il passato e il presente in una forma scenica innovativa.

Con la regia di Olivier Lexa, il palco si è trasformato in un luogo di sospensione. Un gioco di luci in chiaroscuro, accompagnato dalle proiezioni video di Matko Petrić, ha poi amplificato il senso di solitudine e ricerca dell’identità di Arianna.

Sul palco, le voci straordinarie di Katarina Livljanić e Pino De Vittorio, accompagnati da strumenti antichi come la viola da braccio, il liuto e i flauti, hanno dato vita a un viaggio sonoro che ha attraversato il Mediterraneo, in un simbolico incontro tra Francia e Croazia.