Matera, matrimonio per procura tra un cittadino materano e una donna brasiliana espulsa

Nella giornata di ieri, 24 agosto m.c., presso l’Ufficio di Stato Civile del Comune di Matera, è stato celebrato un matrimonio per procura tra un cittadino materano e una cittadina brasiliana destinataria di un provvedimento di espulsione. Si tratta di un evento di rilievo: a Matera non risultano matrimoni per procura celebrati dalla fine della Seconda guerra mondiale fino ad oggi. L’atto di ieri rappresenta dunque una prima storica per la città.La celebrazione è avvenuta previa autorizzazione del Tribunale, che ha riconosciuto come grave e oggettivo impedimento la condizione della sposa, impossibilitata a rientrare nello Spazio Schengen a causa del provvedimento amministrativo di espulsione.
L’autorità giudiziaria ha quindi ritenuto sussistenti i presupposti dell’art. 111 del Codice Civile, consentendo la celebrazione per procura nel pieno rispetto della legge.«Questo matrimonio dimostra che i diritti umani e familiari non si fermano davanti alle espulsioni, alle barriere e ai fili spinati. La tutela della persona e dei legami affettivi è un principio che attraversa le frontiere e che l’ordinamento italiano continua a riconoscere», dichiara l’avvocata Angela Bitonti, che ha seguito la procedura.Il caso materano conferma che, anche in situazioni complesse, la legge offre strumenti per garantire la continuità dei diritti fondamentali, tra cui il diritto a contrarre matrimonio e a costruire un progetto di vita comune.
La celebrazione per procura, rara ma prevista dalla normativa, è stata eseguita nel pieno rispetto delle procedure e delle garanzie previste dalla legge.«In un tempo in cui le misure amministrative possono incidere profondamente sulla vita delle persone, è essenziale ricordare che la dignità umana non è sospendibile. La giustizia è riconoscimento dei diritti che appartengono a ogni individuo», conclude Bitonti.