Brindisi, maxi inchiesta su finanziamenti: indagati anche Nicola e Michele Didonna
Sarebbero iscritti nel registro degli indagati anche Nicola e Michele Didonna, rispettivamente padre e figlio di 70 e 46 anni, nella maxi inchiesta condotta dalla Procura di Brindisi sui finanziamenti che ha visto il coinvolgimento di ben 145 persone accusate di essere coinvolte in un presunto sistema di truffe ai danni di istituti di credito nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023. Secondo l’accusa, i reati contestati andrebbero dall’associazione per delinquere, riciclaggio, indebite percezione di erogazioni pubbliche, malversazioni di erogazioni pubbliche e truffa. Con le indagini, concluse dalla Procura, l’attenzione rimane sui due Didonna, Nicola, attualmente capogruppo in consiglio comunale a Brindisi di Futuro Nazionale che nello specifico è accusato di truffa, malversazione di erogazioni pubbliche e indebita percezione pubblica. Il figlio, Michele, assessore dal 2016 al 2017, è ritenuto parte integrante delle due associazioni a delinquere, secondo l’accusa infatti, sarebbe stato lui a individuare personalmente tramite i suoi collaboratori gli imprenditori a cui intestare le richieste di finanziamento bancari, con copertura pubblica, in assenza di merito creditizio. Nell’inchiesta della Procura, condotta dalla guardia di Finanza sono coinvolti anche professionisti che vivono e operano tra le provincie di Brindisi e Lecce, tra cui commercialisti e una dipendente della Banca Popolare Pugliese. Nello specifico, stando a quanto emerge dalle carte dell’inchiesta, gli indagati avrebbero ricevuto finanziamenti da 30mila euro per pratica, attraverso bonifici o prelievi in contanti, ottenuti però per scopi del tutto diversi rispetto alle finalità legate alle singole attività imprenditoriali.

