L’assessora Starace accusata di concussione: pressioni a Vieste per togliere concessione al lido dell’ex

L’assessora al Turismo della Regione Puglia è indagata per concussione dalla Procura di Foggia: Grazia Maria Starace avrebbe fatto pressioni nella giunta di Vieste per la revoca della concessione balneare dello stabilimento del suo ex compagno

Avrebbe messo in atto una vera e propria ripicca nei confronti dell’ex marito, reo di non averle pagato gli alimenti, abusando del suo ruolo per far revocare la concessione balneare per lo stabilimento dell’ex compagno. È questa l’accusa mossa nei confronti dell’assessora al turismo della regione Puglia, Graziamaria Starace, indagata per concussione dalla Procura di Foggia in concorso con altri due soggetti: il sindaco di Vieste Giuseppe Nobiletti e Vincenzo Ragno dirigente dell’ufficio tecnico comunale della località garganica. Secondo quanto si apprende, le presunte pressioni per la revoca della concessione demaniale alla società di Alessandro Corso, ex marito della Starace, sarebbero state messe in atto circa un anno fa a seguito dei mancati pagamenti degli alimenti all’assessora. Una concessione che è stata revocata nel 2025 poi ripristinata dal Comune solo lo scorso Marzo con la vicenda che è stata denunciata pubblicamente dallo stesso sindaco Nobiletti che si è detto sereno e fiducioso per una vicenda nata da quella che lui stesso definisce un’ordinaria attività di controllo nei confronti di un operatore economico e con la revoca delle concessione balenare che sarebbe stata disposta a suo dire per motivi fondati. Il coinvolgimento dell’assessora Starace nell’inchiesta riguarda invece il periodo in cui quest’ultima faceva parte della giunta di Nobiletti, proprio a Vieste, prima di essere nominata nell’esecutivo di Antonio Decaro. “Le indagini confermeranno la correttezza e la legittimità dell’operato dei nostri assistiti – ha dichiarato all’ANSA l’avvocato Michele Vaira, che assiste i tre indagati insieme al collega Ciliberti.- Il tutto è stato fatto nel solo rispetto della legge e nella parità di trattamento di tutti i cittadini e gli operatori”.