Omicidio del fisioterapista a Bari, per i giudici fu premeditato

Si rafforza, nelle motivazioni della Corte d’Assise di Bari, la ricostruzione dell’omicidio del fisioterapista Mauro Di Giacomo, ucciso la sera del 18 dicembre 2023 nel quartiere Poggiofranco. Per i giudici, non si trattò di un gesto improvviso né dell’esito di una lite degenerata, ma di un delitto pianificato con largo anticipo. L’imputato, già condannato all’ergastolo lo scorso gennaio, avrebbe maturato e mantenuto nel tempo l’intenzione di uccidere. Secondo quanto riportato nelle 92 pagine di motivazioni, l’uomo si sarebbe recato sotto l’abitazione della vittima armato, attendendone il rientro. Una volta arrivato, il fisioterapista sarebbe stato colpito con sei colpi di pistola e successivamente aggredito anche quando era già a terra.
La Corte esclude dunque la versione fornita dall’imputato, che aveva parlato di un incontro casuale e di una reazione a presunte minacce. Una ricostruzione ritenuta non credibile perché contraddittoria e smentita dagli elementi raccolti durante le indagini.
Alla base dell’omicidio ci sarebbe invece un movente personale: il risentimento legato a un trattamento fisioterapico effettuato anni prima sulla figlia dell’imputato, da cui era nato anche un contenzioso civile.
Confermate, infine, le aggravanti della premeditazione, della crudeltà e dei futili motivi. Una sentenza che restituisce un quadro netto: un delitto costruito e portato a termine con lucidità.