“Zia Martina” assolta in Appello: la maestra barese Daniela Casulli pronta a tornare a insegnare
Era stata accausata di pornografia minorile ovvero di aver avuto incontri sessuali con 14enni diffondendo poi i relativi filmati sui social, con una condanna a 7 anni e 3 mesi in primo grado che le aveva fatto perdere il lavoro. Oggi però per Daniela Casulli, maestra originaria di Bari che insegnava inglese in una scuola elementare in Trentino, è un nuovo giorno grazie a quella che è la sentenza della Corte di Appello che l’ha assolta in quanto “il fatto non costituisce reato”. Cadono dunque tute le accuse riguardanti la corruzione di minorenni e quella ancor più grave di pornografia minorile con la donna che secondo l’accusa avrebbe fatto sesso in un B&B con un 14enne e alla presenza di altri 2 minorenni più piccoli. “Sono stati quattro anni durissimi – ha sottolineato la maestra – in cui mi sono trovata a dover affrontare un processo penale e un pubblico ministero. Mi hanno licenziato ingiustamente solo sulla base di una sentenza di primo grado”. Daniela Casulli, conosciuta anche come la maestra “zia Martina” adesso è pronta a fare ricorso chiedendo alla scuola non solo la revoca del licenziamento, ma anche il riconoscimento degli stipendi che le sono stati tolti. La donna, che non ha mai negato di aver avuto incontri di natura sessuale con minorenni al di sopra dei 14 anni, si era sempre difesa sostenendo di non aver mai filmato e diffuso video dei suoi appuntamenti sui social. Una tesi sostenuta dalla difesa e accolta dunque dalla Corte. Si conclude così una lunga trafila giudiziaria iniziata nel 2021 con l’arresto e domiciliari e la condanna a 7 anni e 3 mesi in primo grado.

