Femminicidio Mariotto: movente passionale o economico legato all’eredità

20 fendenti inflitti con delle forbici. È così che si è consumato il drammatico femminicidio nei confronti di Lucia Chiapperini, la 74enne uccisa da suo marito nella loro abitazione di Mariotto, nel nord barese, intorno alle 11 del 18 aprile, quando lei era da poco rientrata in casa dopo aver fatto la spesa. Il primo a sapere che qualcosa di drammatico stava per accadere, è stato il Filippo Visaggi, il primo genito della coppia, che era stato chiamato dalla madre per avvisarlo che era in corso un litigio tra i due coniugi. I Carabinieri della compagna di Modugno, una volta arrivati sul posto dopo aver ricevuto la chiamata dell’uomo che aveva confessato di aver ucciso sua moglie, hanno trovato il corpo esanime della donna nel bagno, mentre il suo carnefice disteso sul letto indossando un maglione insanguinato, avrebbe cercato di togliersi la vita colpendosi con le stesse forbici utilizzate durante l’omicidio, rimediando però solo delle lievi ferite sul petto. Nell’abitaizone dei coniugi sarebbero stati poi trovati 12mila euro nescoti in un armadio, con uno scontrino di un prelievo da 600 euro effettuato dallo stesso Viasaggi proprio alle 8:30 del giorno dell’omicidio. L’ex operaio 75enne, dopo essere stato medicato dal personale del 118 è stato portato al Policlinico di Bari per ulteriori accertamenti, prima di essere arrestato ed essere sottoposto a interrogatorio dal Pubblimo Ministero Angela Maria Morea che ha condotto le indagini sul luogo de delitto, durante il quale l’uomo ha confermato tutte le responsabilità del femminicidio. Secondo gli inquirenti sarebbero due le piste del movente, quello passionale secondo cui l’uomo avrebbe più volte accusato la moglie di averlo tradito o quello economico, suggerito anche dai figli, che avrebbero spesso sentito i genitori litigare per problemi legati all’eredità e che avevano anche spinto la donna a trasferirsi negli ultimi giorni a casa di una delle due figlie. La salma di Lucia Chiapperini è stata poi portata presso l’istituto di Medicina Legale del Policlinico di Bari, mentre Vincenzo Visaggi è stato condotto nel Carcere del capoluogo pugliese.