Pagliaro, servono maggiori tutele a paesaggio in ddl aree idonee

Paolo Pagliaro: “La Regione lascia troppe aperture per interventi impattanti lungo le coste pugliesi”

Il capogruppo di “La Puglia Domani” critica il ddl regionale sulle aree idonee per impianti rinnovabili, evidenziando il rischio di opere impattanti lungo la costa salentina.

“Non è vero che il disegno di legge per delimitare le aree idonee ai nuovi impianti eolici e fotovoltaici riguarda solo quelli a terra. La Regione getta la maschera, lasciando maglie troppo larghe per gli interventi di approdo a terra, scavi e connessione alla rete elettrica degli impianti eolici galleggianti da installare in mare”. È quanto dichiara Paolo Pagliaro, capogruppo di “La Puglia Domani”, in una nota, criticando il ddl in discussione nelle Commissioni Ambiente e Sviluppo Economico del Consiglio regionale.

Pagliaro sottolinea come queste opere siano “molto impattanti, comportando consumo di suolo e sfregio permanente al paesaggio costiero”. A supporto delle sue preoccupazioni, ha presentato otto emendamenti al disegno di legge, chiedendo “paletti ferrei a tutela delle aree di pregio e fragili delle nostre litoranee”.

Le preoccupazioni del consigliere si concentrano sull’alto numero di istanze per impianti eolici lungo le coste pugliesi, con particolare attenzione al progetto nello specchio di mare tra Otranto, Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase e Leuca. “Questo impianto prevede 90 pale eoliche da quasi 300 metri di altezza, con impatti significativi sul territorio costiero”, spiega Pagliaro.

Il parco naturale regionale Costa Otranto-Santa Maria di Leuca sarebbe direttamente interessato dal progetto “Odra Energia”, che prevede l’approdo a La Fraula, Santa Cesarea Terme. Pagliaro ricorda che “lo studio d’impatto ambientale e i pareri di Ispra e Ministero dell’Ambiente ad aprile scorso hanno evidenziato forti criticità, legate alla realizzazione di scavi in aree sottoposte a vincoli paesaggistici, idrologici e botanici, oltre che a rischio idrogeologico”.

“È evidente – conclude Pagliaro – che siamo sotto assedio e dobbiamo alzare muri a difesa delle zone più belle e sensibili della nostra regione”.