Cinque indagati per l’affidamento della raccolta rifiuti di Foggia ad Amiu Puglia
Avrebbero turbato, intossicato in pratica, l’intero procedimento di affidamento in house e non in gara pubblica ad Amiu Puglia dello smaltimento dei rifiuti e dell’igiene urbana di Foggia.
In più, i dati della raccolta differenziata sarebbero stati falsificati.
Sono cinque gli indagati nell’inchiesta della Procura di Foggia, PM Paola De Martino.
Antonello Antonicelli, direttore generale di Amiu e Concetta Zuccarino, ex dirigente del Comune di Foggia, che nella relazione stilata avrebbe spinto per l’affidamento del servizio per nove anni ed oltre duecento milioni di Euro, appunto ad Amiu.
Cosa poi avvenuta con il contratto stipulato con l’allora Commissaria straordinaria del Comune di Foggia Magno, dimessasi per motivi personali in corso d’opera.
E poi: Saverio Pio Longo, dirigente del Servizio Ambiente del Comune di Foggia, Giovanni Sorbo istruttore contabile dell’Ufficio Ambiente e Maria Rosaria Mangiatordi, referente del Conai.
Per tutti l’accusa è di turbata libertà del procedimento di scelta del contraente in concorso e di falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, sempre in concorso tra loro.
Antonicelli è accusato, anche, di falso ideologico in atto pubblico per induzione in errore di pubblico ufficiale.
Insomma, per loro, secondo l’indagine, nonostante i disservizi, le lamentele, le denunce sulla latente inefficienza della raccolta dei rifiuti a Foggia, Amiu doveva continuare a gestire il servizio e si accordavano su cosa scrivere nella relazione per giustificare il mancato ricorso ad una gara pubblica.
Affidamento che aveva fatto storcere la bocca a molti.
E a proposito di denunce, da una è partita l’inchiesta nel gennaio del 2023.
Tra i firmatari dell’esposto Lucia Aprile, all’epoca presidente dell’associazione ‘La Società Civile’ ed attualmente vicesindaca e assessore all’Ambiente del Comune di Foggia.

