Crac Finpower, Giancaspro condannato a 5 anni

Il Tribunale di Bari ha condannato a 5 anni di reclusione Cosmo Giancaspro a conclusione del processo di primo grado per il crac della società Finpower. L’ex presidente del Bari è stato ritenuto responsabile di bancarotta fraudolenta per uno degli episodi che gli erano contestati: in qualità di amministratore di fatto della società, avrebbe contribuito a distrarre il 60% delle quote della Finpower Wind – di proprietà della fallita Finpower – svendendole (in parte a se stesso) per tre milioni di euro, una cifra inferiore sia al valore nominale di quasi cinque milioni e mezzo di euro sia a quello di mercato di dieci milioni di euro.
Giancaspro è stato invece assolto dal reato di bancarotta fraudolenta relativa a un altro episodio, ovvero la distrazione di oltre 3 milioni e 300mila euro di Finpower a favore della società Kreare Impresa. Per questo stesso capo di imputazione era a processo anche Giovanni Ferrara, legale rappresentante della Finpower all’epoca dei fatti, per il quale è arrivata l’assoluzione perché i fatti non sussistono. Giancaspro per questa vicenda era anche finito agli arresti domiciliari nel settembre 2018.
“Con l’impugnazione, una volta avute le motivazioni, – ha commentato il legale dell’imprenditore molfettese, Felice Petruzzella – potremo rivalorizzare gli argomenti che non abbiamo potuto adeguatamente affrontare”.
Giancaspro è stato condannato anche all’interdizione dai pubblici uffici.