Bari, Comune condannato per condotta antisindacale
“Mancata comunicazione della programmazione dei corsi di formazione e del monte orario degli stessi per il personale educativo e insegnanti, dipendenti dell’amministrazione comunale”. Questa la motivazione alla base del ricorso presentato dalla Cgil Bari nei confronti del Comune, condannato per condotta antisindacale. A darne notizia è stata la stessa Cgil Bari, che in una nota ha spiegato le ragioni del ricorso presentato dall’avvocato Nicola Caroppo per conto della categoria del pubblico impiego.
“Prima di esperire la strada giudiziale – affermano Gigia Bucci, segretaria della Camera del Lavoro di Bari, e Domenico Ficco, Segretario generale della Funzione Pubblica Cgil di Bari, commentando la sentenza emessa il 18 luglio scorso dal giudice Claudia Tanzarella – abbiamo tentato in ogni modo di convincere la dirigenza che si stava procedendo non rispettando le norme contrattuali e il ruolo delle organizzazioni sindacali. Tentativi ripetuti anche coinvolgendo la rappresentanza politica che ha invano aperto alcuni spiragli di risoluzione. Tuttavia la testardaggine manifestata da taluna dirigenza ci ha obbligato al ricorso giudiziale per condotta antisindacale”.
“A parte vigilare affinché non siano consentite da chicchessia deroghe ai contratti collettivi nazionali , continuando a tutelare i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori – hanno proseguito Bucci e Ficco – la sentenza ha un valore politico perché riafferma, semmai ve ne fosse bisogno, il valore del confronto preventivo con le organizzazioni sindacali”. Per i due rappresentanti sindacali ora e’ necessario “che la parte politica si riappropri del governo della cosa pubblica, non delegando tutto alla dirigenza” e che ci sia da parte del Comune “un’inversione di tendenza nei rapporti con il sindacato”.
“Noi come sempre – concludono Bucci e Ficco – siamo disposti fin da subito a riprendere un dialogo nell’interesse non solo degli uomini e delle donne che rappresentiamo ma di tutte le parti coinvolte”.

