Intestazioni fittizie nel Potentino, sequestrato 70% quote società

Non risultava dagli atti ma, attraverso una serie di prestanome e di intestazioni fittizie di quote sociali, era Bafunno Pasquale, il “dominus” dell’azienda agricola Ofanto di Rionero in Vulture (Potenza), nei confronti della quale è stato eseguito un sequestro preventivo del 70 per cento del capitale sociale. Il decreto, emesso dal gip del Tribunale di Potenza, su richiesta della Procura distrettuale antimafia del capoluogo lucano, ha interessato – è scritto in un comunicato – “le quote sociali formalmente intestate a Potito Ruggiero e Buglione Michele, ritenuti, all’esito delle indagini, meri prestanome di Bafunno Pasquale”. Dalle indagini della Guardia di Finanza e dei militari del Gico, sono emerse diverse intestazioni fittizie delle quote sociali della Ofanto che, in passato, erano anche appartenute alla figlia ed alla ex moglie di Bafunno. Le indagini – è specificato nel comunicato della Dda – “hanno permesso di far luce su un notevole volume di affari, nell’ordine di centinaia di migliaia di euro, che negli anni la Ofanto è stata in grado di sviluppare”. Un valore che secondo la Dda si attesta su 250 mila euro di compendio immobiliare e di 360 mila euro per la locazione di terreno agricolo, cifre che – hanno spiegato gli inquirenti – “risultano irrisorie a fronte dei redditi modesti dichiarati dai cessionari”. Bafunno non poteva risultare intestatario di quote sociali perché, nel luglio del 2015, era stato arrestato nell’ambito di una indagine condotta della Dda di Torino, “nei confronti dei componenti di una ‘ndrina’ calabrese operante in nord Italia”. “Un colletto bianco collegato a entità criminali di rilievo”, lo ha definito il Procuratore distrettuale antimafia di Potenza, Francesco Curcio.