Matera, messaggio intimidatorio al giornalista Piero Quarto

Messaggi di solidarietà da parte del Sindaco di Matera, dell’Ordine regionale dei giornalisti e dell’Associazione della Stampa di Basilicata

 

Il redattore del Quotidiano del Sud di Matera, Piero Quarto, è stato vittima di un atto intimidatorio da parte di ignoti.

 

Sul parabrezza della sua auto è stato lasciato un biglietto con un chiaro avvertimento: «Ti aspettiamo al cimitero». L’automobile era parcheggiata nei pressi della sua abitazione, a Matera. Il giornalista ha sporto denuncia in Questura. Al vaglio degli investigatori gli articoli da lui firmati negli ultimi tempi.

 

In una nota, il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri, esprime ferma condanna per il messaggio intimidatorio recapitato al giornalista, a cui esprime la piena e totale solidarietà:

 

“Non c’è spazio in questa città – ha detto il Sindaco – per chi adotta comportamenti delinquenziali che sono contrari ai valori che animano Matera da sempre. Si può esprimere dissenso rispetto ai temi oggetto di un dibattito pubblico in forme civili e nel rispetto delle persone e del lavoro che esse svolgono. Mi auguro che si possa fare subito chiarezza su questo episodio e che i responsabili di questo atto possano essere quanto prima individuati”.

 

Anche l’Ordine regionale dei giornalisti e l’Associazione della Stampa di Basilicata esprimono solidarietà:

 

“Un episodio vile, indicatore di un clima di pesante degrado culturale e civile che attraversa il Paese e anche la nostra regione – hanno affermato il presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti, Mimmo Sammartino, e il presidente dell’Assostampa di Basilicata, Angelo Oliveto. – Degrado che trova terreno fertile in una situazione di straordinaria difficoltà vissuta dall’informazione lucana, come dimostrano la fragilità delle testate giornalistiche locali, il fallimento della Gazzetta del Mezzogiorno, la chiusura della pagina materana del Corriere del Mezzogiorno, la crisi dell’Agenzia Ansa e la precarietà diffusa che lede la dignità del lavoro e il valore del giornalismo come spazio della pluralità delle voci e misuratore di democrazia”. “Un clima preoccupante – hanno concluso Sammartino e Oliveto – che dovrebbe suggerire, con le parole e con i fatti, il massimo sforzo di unità e di responsabilità da parte di tutti: istituzioni, società civile e quanti – operatori del mondo dell’informazione – sono impegnati a garantire quotidianamente il diritto di ogni cittadino a essere informato”.