Bari, cosmetici cinesi con valori di cromo e nichel 100 volte superiori alla norma: indagate 13 persone

Oltre un milione di fard e ombretti sequestrati dalla Gdf insieme a migliaia di lampade UV

La Guardia di Finanza ha sequestrato a Bari, Roma, Milano e in Campania più di un milione di cosmetici cinesi non a norma e migliaia di lampade UV. Indagati in 13.

Un make up che poteva costare veramente caro, ma alla salute. Oltre un milione di cosmetici cinesi pericolosi per la salute sono stati sequestrati dalla Guardia di Finanza su disposizione della magistratura barese a Milano, Roma, Bari e Giugliano in Campania. Le indagini della Procura di Bari hanno accertato in ombretti e fard concentrazioni di metalli notevolmente superiori ai limiti imposti dalla regolamentazione comunitaria di settore e lampade UV con falsa marcatura “CE”. Complessivamente sono stati sequestrati 1.131.960 ombretti e fard pericolosi e 2.625 lampade UV. In alcuni casi, le stesse etichette apposte sulle confezioni dei cosmetici indicavano la presenza di componenti estremamente nocivi sia per il consumatore che per l’ambiente, con valori oltre 100 volte superiori ai limiti consentiti dalla legge. L’indagine è stata denominata “Make up” e ha consentito di ricostruire anche la filiera di distribuzione dei prodotti cosmetici, contraddistinti dai marchi “Yesensy”, “Susy make up Italy” e “Tertio”, tutti di produzione cinese, commercializzati in Italia da sei operatori commerciali, ora indagati per vendita di prodotti pericolosi per la salute pubblica e prodotti industriali con marcatura “CE” contraffatta e frode nell’esercizio del commercio. Migliaia di cosmetici di produzione cinese risultati pericolosi sono ancora sul mercato, in centinaia di punti vendita sull’intero territorio nazionale. Al momento gli indagati sono 13, 11 cinesi e due italiani: si tratta dei 6 titolari delle ditte di distribuzione e dei 6 responsabili delle vendite delle stesse società, con sede nel Lazio, in Lombardia e in Campania. In provincia di Bari, invece, da dove un anno fa è partita l’indagine con il primo sequestro, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro altre centinaia di prodotti all’interno di un negozio gestito da un uomo di nazionalità cinese, anche lui indagato.