Gambiano ucciso a Potenza: coltello o bottiglia per uccidere
Un coltello o una bottiglia: e’ questa l’arma con la quale e’ stato ucciso la notte scorsa, a Potenza, un giovane del Gambia di 26 anni, assassinato durante un litigio da un suo connazionale di 22, fermato dalla Polizia. Gli agenti hanno passato il resto della notte, dopo la richiesta di intervento di un cittadino (intorno alle ore 2) e la scoperta del delitto, e la mattinata a cercare l’arma nella zona di via dell’Edera, in una parte centrale della citta’. Sia la vittima sia il suo presunto assassino erano regolarmente in Italia. La dinamica del delitto, anche grazie agli interrogatori che si sono svolti in questura, e’ chiara: i due gambiani hanno litigato – per motivi banali – e uno ha colpito l’altro, uccidendolo all’istante. Sul posto sono intervenuti sia gli agenti della Polizia sia – per calmare gli animi, considerata la presenza di altri immigrati – i Carabinieri. Il presunto responsabile dell’omicidio – avvenuto la notte scorsa a Potenza – del giovane gambiano di 26 anni, e’ un altro giovane anch’egli del Gambia: Omar Sadi, che e’ stato fermato dalla Polizia in un centro di accoglienza situato nel centro storico della citta’. Sadi, in possesso di un regolare permesso di soggiorno in Italia, ‘ma attualmente senza fissa dimora’ – ha spiegato il Procuratore della Repubblica di Potenza, Francesco Curcio – si era rifugiato nel centro di accoglienza, nella stanza di un altro ospite, ‘risultato estraneo alla vicenda’. Quando gli agenti lo hanno bloccato indossava una maglietta e delle scarpe ‘sporche di sangue’. La vittima e’ Ammar Barry, trovato a terra dalla Polizia al suo arrivo in via dell’Edera, ‘riverso in una pozza di sangue’. Anche Barry era ‘regolarmente presente sul territorio nazionale’. All’identificazione dell’autore dell’omicidio, gli investigatori sono arrivati ascoltando ‘diversi testimoni, sia di nazionalita’ italiana che extracomunitari’, che hanno fornito ‘indicazioni utili’. (ANSA).

