Potenza. Riduzione dei trasferimenti statali. Il Comune paga pegno per aver sforato il Patto di Stabilità 2014.
Benzina sul fuoco. Il Comune di Potenza riceverà minori trasferimenti da parte dello Stato e, se il riferimento (come si auspica) saranno alcuni decreti ministeriali, la riduzione non dovrebbe superare i 2 milioni di euro.
E’ questa una delle conseguenze che il Comune di Potenza sconterà per non aver rispettato i vincoli del Patto di Stabilità 2014. La notizia della inadempienza è stata resa nota ieri. Il Comune ha sforato i limiti imposti dal Patto per quasi 8 milioni di euro. La certificazione definitiva dovrà essere trasmessa alla Ragioneria dello Stato entro il 31 marzo prossimo, ma la cifra dovrebbe variare di poco. Con questi soldi, come ci ha spiegato il segretario generale del Comune, Giovanni Moscatiello – sono stati saldati tutti i fornitori alla data del 31 dicembre 2013.
Il Comune avrebbe potuto richiedere alla Regione di verticalizzare il patto, ossia, detto in soldoni, di allargare i suoi vincoli e la sua capacità di spesa, ma sarebbe cambiato poco.
Potenza dunque, con lo sforamento del Patto, incorrerà in alcune sanzioni: non potrà effettuare assunzioni, né ricorrere ad alcun tipo di salario accessorio per i dipendenti; non potrà accendere mutui; e dovrà ridurre del 30% le indennità e i gettoni di presenza per gli amministratori. Divieti e condizioni però già imposte dal dissesto finanziario, come ci ha spiegato il segretario Moscatiello. La “nuova” penalità è dunque la riduzione dei trasferimenti da parte dello Stato.
Casse comunali ancora più al verde. Il dictat sarà ancora “stringere la cinghia”. A pagare sarà ancora la città.

