Uiltec, risposte immediate per l’indotto della centrale di Cerano-Brindisi

Bene incontro al Mimit, attivare entro l’anno percorsi formativi”

La Uiltec valuta positivamente il percorso avviato e le opportunità di crescita industriale per il territorio e di nuove prospettive occupazionali, tuttavia è necessario definire tempistiche certe e realmente in linea con le esigenze delle maestranze coinvolte, per evitare ulteriori e dannosi ritardi. Contestualmente la Uiltec richiama l’attenzione sulla necessità di dare risposte immediate ai circa 300 lavoratrici e lavoratori dell’indotto della centrale Federico II, oggi impiegati con contratti a termine e con profili professionali che difficilmente coincidono con le competenze richieste dalle nuove attività, a maggior contenuto tecnologico”. Lo afferma la sigla dei chimici della Uil in una nota sull’incontro che si è svolto in mattinata al Mimit, alla presenza del ministro Adolfo Urso, del Comitato di coordinamento per la riconversione industriale del territorio di Brindisi.
Durante l’incontro, si spiega in una nota, “sono stati illustrati gli ultimi sviluppi per la reindustrializzazione del sito. Il Ministro Urso, in apertura dei lavori, ha annunciato la liberatoria del Mase per l’utilizzo delle aree adiacenti alle centrali di Cerano e Civitavecchia. In seguito, le aziende che avevano precedentemente manifestato interesse a investire sul territorio hanno presentato i piani di investimento nei settori delle energie rinnovabili, dell’economia circolare, dell’aeronautica e della transizione digitale, con prospettive di sviluppo di realtà industriali innovative e di occupazione qualificata”.
“La priorità è accompagnare le lavoratrici e i lavoratori nella riconversione, evitando anche che i tempi necessari alle bonifiche e alla disponibilità delle aree determinino una discontinuità occupazionale prima dell’avvio dei nuovi insediamenti. Per questo chiediamo l’attivazione immediata, entro la fine dell’anno – prosegue la nota -, di percorsi formativi di riqualificazione professionale dedicati e coerenti con i progetti industriali che verranno realizzati sul territorio e confronti di merito sui piani industriali”.
La Uiltec riafferma che “la transizione energetica e industriale deve essere equa e, soprattutto, sostenibile sul piano sociale” e chiede quindi “risposte concrete e impegni trasparenti”.