Taranto, consiglieri comunali chiedono la chiusura dell’ex Ilva, ‘basta morti’

‘Stabilimento decadente, la produzione non vale una vita’

Chiedono la chiusura dello stabilimento siderurgico ex Ilva i tre consiglieri comunali di maggioranza Virginia Galeandro, Vincenzo Di Gregorio (eletti nel Pd) e Antonio Lenti (Avs), che in un documento congiunto parlano di “uno stabilimento decadente, fatiscente, pericoloso, inagibile” e sostengono che “la produzione non vale una vita”. “Il lavoro e la rilevanza sociale ricoperta dal lavoratore – scrivono – sono tali che i nostri padri costituenti li hanno voluti celebrare e tutelare nell’articolo 1. A distanza di 80 anni, tuttavia, si assiste a un fenomeno degenerativo: quando al lavoro si sostituisce la produzione, la società naufraga”. Per i tre esponenti politici, “essere dalla parte dei lavoratori e del lavoro non dovrebbe equivalere mai ad essere dalla parte della produzione, mai”, perché significa “lottare perché abbiano un posto dignitoso e sicuro a cui andare, e perché da quel lavoro possano tornare”.
“Negli ultimi 14 anni, 11 di noi non sono più tornati a casa”, affermano, ricordando l’ultimo incidente sul lavoro costato la vita al 36enne operaio Loris Costantino e come il sequestro degli impianti nel 2012 “non sia bastato” e denunciando i ripetuti “decreti salva-Ilva”. Da qui la richiesta di “immediata cessazione di ogni attività nei siti dei recenti infortuni mortali” e la sospensione delle altre attività con verifica dello stato dei reparti. “La politica – concludono – deve trovare il coraggio di dire che non ci sono più alternative alla chiusura”