Ex Ilva, ore decisive per il futuro del siderurgico di Taranto: governo punta a chiudere intesa con Regione Puglia
Sono ore decisive per il futuro di Taranto. Dopo le dimissioni del sindaco del capoluogo ionico Piero Bitetti, è stata annullata la seduta del Consiglio comunale per discutere della vertenza ex Ilva. Il governo però va avanti e punta a chiudere l’intesa con la Regione Puglia per la definizione dell’Accordo di programma interistituzionale per la piena decarbonizzazione dello stabilimento di Taranto. L’appuntamento con Regione Puglia ed enti locali è fissato per giovedì 31 luglio al Mimit: la conferma è arrivata nelle scorse ore da una nota del ministero in cui si precisa che l’incontro è stato concordato nel corso di un colloquio telefonico dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano.
Il piano del governo prevede la realizzazione di 3 forni elettrici, 4 impianti di riduzione diretta e 4 impianti per la cattura della Co2 prodotta durante il processo di riduzione. Tutti questi impianti, oltre a quelli esistenti che continueranno a funzionare in parte, necessitano di una fornitura stabile e abbondante di gas, sia per alimentare la produzione sia per generare energia. AdI in AS stima un fabbisogno totale di 5.1 miliardi di metri cubi di gas all’anno, mentre la rete di distribuzione attuale, secondo Snam, può garantirne al massimo 2 miliardi. Da qui l’ipotesi di ricorrere a una nave rigassificatrice per colmare il divario, nodo che sarà approfondito con l’analisi di un dossier completo nelle prossime settimane.
Venerdì 1 agosto , invece, è in programma la convocazione dei sindacati a Palazzo Chigi per fare il punto sul siderurgico di Taranto.
“Fim, Fiom e Uilm sono mobilitate con i lavoratori e le lavoratrici per realizzare un piano che abbia tre obiettivi: il risanamento ambientale, la decarbonizzazione e le garanzie occupazionali”, hanno fatto sapere i sindacato nelle ultime ore, sottolineando la necessità di agire in tempo perchè “il fallimento e la chiusura dell’ex Ilva sarebbero un disastro ambientale, sociale, occupazionale e produttivo”.

