Ex Ilva: i sindacati presentano la piattaforma
Taranto, Fim, Fiom e Uilm presentano la piattaforma per il futuro dell’ex Ilva: “Decarbonizzazione, lavoro e salute al centro del rilancio”
Tre giornate di assemblee, dal 22 al 24 luglio, hanno visto Fim, Fiom e Uilm impegnate a discutere con i lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in amministrazione straordinaria e degli appalti, sul futuro del sito siderurgico tarantino. Gli incontri hanno avuto l’obiettivo di illustrare lo stato della vertenza ex Ilva e di condividere una piattaforma rivendicativa unitaria, presentata oggi nel Consiglio di fabbrica e formalmente sottoposta alle istituzioni coinvolte nell’Accordo di Programma: il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, il presidente della Provincia di Taranto Gianfranco Palmisano, il sindaco di Taranto Piero Bitetti e il sindaco di Statte Fabio Spada.
Le organizzazioni sindacali hanno inquadrato il momento attuale come un passaggio storico per Taranto, in cui si aprono prospettive concrete di superamento del modello produttivo a ciclo integrale basato sull’uso del carbone. L’avvio del processo di decarbonizzazione, ritenuto imprescindibile, è considerato lo strumento decisivo per porre fine a una contrapposizione ormai insostenibile tra diritto al lavoro e diritto alla salute.
Secondo Fim, Fiom e Uilm, la recente approvazione del parere istruttorio conclusivo sull’Autorizzazione Integrata Ambientale da parte delle autorità competenti impone di accelerare sulla pianificazione del nuovo ciclo produttivo, a partire dalla definizione di tempi e modalità certe per la realizzazione degli interventi. Senza un nuovo piano autorizzativo che contempli l’abbandono graduale dell’attuale sistema a ciclo integrale e affronti le implicazioni sanitarie, il rischio – affermano i sindacati – è l’implosione definitiva dello stabilimento, con conseguenze irreversibili anche sulle bonifiche e sulle prospettive occupazionali del territorio.
Nella piattaforma presentata, i sindacati chiedono con forza la garanzia della piena occupazione, a partire dalle tutele previste dall’accordo del 6 settembre 2018, e l’attivazione di misure straordinarie per i lavoratori di Acciaierie d’Italia in AS, Ilva in AS e per quelli dell’indotto. Tali misure comprendono strumenti di prepensionamento, incentivi all’uscita volontaria, e il riconoscimento del lavoro siderurgico a ciclo integrale come attività usurante.
Sul piano sanitario, viene ribadita l’urgenza – già evidenziata in sede di Commissione Sanità della Regione – di avviare screening sanitari periodici per i lavoratori, coinvolgendo le strutture sanitarie locali.
Dal punto di vista industriale, la piattaforma prevede la realizzazione, nel minor tempo possibile, di tre forni elettrici in sostituzione graduale degli altoforni esistenti, la costruzione di impianti DRI (Direct Reduced Iron) a Taranto, considerati fondamentali per rendere sostenibile l’elettrificazione del sito, e il riavvio di tutte le linee di finitura, con investimenti importanti nelle aree di laminazione a freddo e nella verticalizzazione del prodotto.
Tali investimenti, sottolineano i sindacati, consentirebbero di riportare al lavoro numerosi dipendenti attualmente in cassa integrazione e di ricollocare gradualmente coloro che saranno coinvolti dalla dismissione degli impianti più inquinanti.
La piattaforma si concentra inoltre sulla continuità del reddito e sulla necessità di politiche attive per la formazione e la riqualificazione del personale in vista della transizione produttiva. In particolare, si richiede la valorizzazione del lavoro svolto nell’indotto attraverso la costituzione di un bacino occupazionale tutelato da una clausola sociale, che assicuri il reimpiego dei lavoratori in appalto nelle nuove attività che nasceranno a seguito della riconversione industriale.
Fim, Fiom e Uilm chiedono infine un impegno concreto del Governo, chiamato a garantire adeguate risorse per sostenere il nuovo piano industriale e la decarbonizzazione, assicurando una presenza attiva dello Stato nel processo di trasformazione.
Il Consiglio di fabbrica delle RSU dei tre sindacati ha invitato tutte le istituzioni – locali, regionali e nazionali – a lavorare affinché le richieste contenute nella piattaforma trovino risposte concrete. Per le organizzazioni sindacali, il tempo dei proclami è finito: è il momento delle scelte, della responsabilità e di un vero cambio di passo per assicurare a Taranto un futuro sostenibile, tanto dal punto di vista ambientale quanto sociale.

