Processo ex Ilva, l’udienza preliminare riprenderà il 9 maggio

Prosegue l’iter giudiziario a Potenza del processo ‘Ambiente svenduto’, sul presunto disastro ambientale prodotto tra il 1995 e il 2012 dall’ex Ilva di Taranto, durante la gestione della famiglia Riva. Il procedimento è ripartito da zero nel capoluogo lucano dopo l’annullamento della sentenza di primo grado. Il prossimo 9 maggio il gup di Potenza, Francesco Valente, scioglierà la riserva sull’ammissibilità di nuove costituzioni di parti civili, presentate nelle scorse ore nel corso dell’udienza preliminare (che era cominciata lo scorso 21 marzo). I lavori dell’udienza preliminare sono stati caratterizzati dalla richiesta di costituzione di altre parti civili. L’udienza è poi proseguita con le eccezioni dei legali. Una è stata sollevata dall’avvocato Pasquale Annichiarico, legale della famiglia Riva, che si è opposto giudicando tardive le nuove ammissioni. Il gup Valente dovrà giudicare anche sull’eccezione di immanenza già sollevata dalle parti nell’udienza del 21 marzo scorso, ovvero la possibilità secondo alcuni legali di validare le costituzioni avvenute nel processo principale, poi annullato. Come accaduto anche per l’udienza del 21 marzo, il numero dei presenti nel Palazzo di Giustizia di Potenza è stato al di sotto delle aspettative, al punto che delle tre aule messe a disposizione dal presidente del Tribunale, Rosario Baglioni e video collegate per accogliere le circa 1.500 persone originariamente previste, ne sono state riempite solo due, per un totale di non oltre 150 presenze.