Domina, nel 2023 in Puglia spesi 200 mln per lavoratori domestici
Le donne rappresentano l’89,4% del totale dei dipendenti
In Puglia i lavoratori domestici regolari nel 2023 sono 27.508, per il 53,4% sono colf e per il 46,6% badanti. Sono 29.300 i datori di lavoro domestico in Puglia, dato in “forte” flessione rispetto all’anno precedente (-7,5%). È quanto emerge dal sesto rapporto annuale sul lavoro domestico promosso da Domina, associazione nazionale famiglie datori di lavoro domestico. Da un’analisi del report viene rilevato che oltre la metà dei lavoratori domestici è di nazionalità italiana, segue l’Asia con il 21,2% dei domestici ed in terza posizione chi proviene da un paese dell’Est (18,5%). Le lavoratrici donne rappresentano ben l’89,4% del totale. Complessivamente, nel 2023 le famiglie pugliesi hanno speso circa 199 milioni di euro per la retribuzione dei lavoratori domestici, comprendenti stipendio, contributi e Tfr. A livello provinciale, dal rapporto emerge che la concentrazione delle colf e delle badanti è polarizzata sul capoluogo (rispettivamente 44,4% e 41,4% del totale).
Le previsioni demografiche, viene sottolineato nel rapporto, rivelano come il numero di badanti sia destinato ad aumentare: nel 2050 in Puglia vi saranno 464 mila anziani (ultra-ottantenni), è previsto un aumento del 67,1% rispetto al 2023, inoltre le previsioni indicano la presenza di 330 mila bambini (0-14 anni), il 31,3% in meno rispetto al 2023. Pertanto, la componente anziana sarà più numerosa di quella infantile (14,4% della popolazione contro 10,3%) e il numero di badanti richieste probabilmente aumenterà. “Non solo grazie alle famiglie datoriali si riesce a sostenere il lavoro di cura, ma – afferma Lorenzo Gasparrini, segretario generale di Domina – i 13 miliardi spesi dalle famiglie determinano uno stimolo alla produzione quantificabile in quasi 22 miliardi di euro”.

