Indotto ex Ilva, appello di Aigi al Tribunale di Milano
Dopo il blocco del ponte girevole di Taranto, il presidio sotto la Prefettura, le settimane di assemblee e proteste davanti alle portinerie dell’ex Ilva di Taranto, e dopo l’incontro col presidente della Regione Emiliano, i lavoratori dell’indotto di Acciaierie d’Italia giocano l’ennesima carta per provare a scongiurare l’amministrazione straordinaria. Il presidente dell’assozione Aigi Fabio Greco che raggruppa la maggior parte delle imprese in appalto lancia un “accorato appello” direttamente al presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, proprio “affinché venga evitata l’amministrazione straordinaria della società. Da quattro giorni gli imprenditori aderenti all’associazione sono in presidio sotto la Prefettura di Taranto in attesa di ricevere “notizie che riguardano lo sblocco della vertenza – afferma Greco – che da mesi vede contrapposti, in un braccio di ferro che rischia di certificare a vittime sacrificali proprio le aziende dell’indotto, il socio pubblico, Invitalia, e quello privato il gruppo franco indiano ArcelorMittal”. Nella lettera, Greco rimarca che l’indotto di Taranto “non crede che lo strumento dell’amministrazione straordinaria sia la soluzione per uscire da questa gravissima situazione. Anche perché mancherebbero i tempi e la finanza ossia una tutela a breve termine che è necessaria per riprendere le attività. In mancanza di tali requisiti, oltre al collasso totale delle aziende dell’appalto strategico ex Ilva – conclude il presidente di Aigi – il salvataggio dello stabilimento siderurgico più grande d’Europa risulterebbe pressocché impossibile”.

