Abolizione dei test d’ingresso in Medicina: l’appello di Piero Marrese
Il presidente di UPI Basilicata e della Provincia di Matera invoca la fine del numero chiuso per combattere la carenza di medici e la proliferazione di lobbies
“La sanità prima di tutto”: con queste parole Piero Marrese, presidente di UPI Basilicata e della Provincia di Matera, è intervenuto sul tema della carenza di personale medico, chiedendo la rimozione dell’obbligo dei test d’ingresso alla facoltà di Medicina. Un appello che arriva in un momento storico in cui il settore sanitario è fortemente pressato, anche a causa delle conseguenze della recente pandemia.
“Trovo profondamente ingiusto, se non addirittura assurdo, sottoporre i giovani aspiranti medici a un percorso così tormentato prima di avere certezze sull’esito dei test d’ingresso”, ha dichiarato Marrese. Il presidente ha evidenziato come spesso i quesiti posti durante tali test siano estranei alla futura professione medica.
Marrese ha poi messo in luce le difficoltà concrete a cui sono sottoposti gli studenti, costretti a prepararsi con largo anticipo e ad affrontare iter burocratici spesso inutili. “In un momento storico caratterizzato dalla carenza di medici, è un sopruso costringere i nostri giovani a questi percorsi e mi chiedo se non sia necessario rivedere la regola del numero chiuso”, ha affermato.
La situazione diventa ancor più critica quando si considera che numerosi studenti, al fine di evitare il rischio dei test o a causa del loro esito negativo, optano per recarsi all’estero per conseguire la laurea. Questo fenomeno, oltre a esporre le famiglie a oneri economici notevoli, favorisce le lobbies del settore a scapito del sistema sanitario italiano, già carente di risorse umane.
Le parole di Marrese sollevano quindi questioni urgenti che riguardano non solo il futuro degli studenti e delle loro famiglie, ma anche la salute dell’intero sistema sanitario italiano, già in sofferenza a causa della recente pandemia e della persistente carenza di personale medico.

