Bardi, ‘contento per accordo sindacati-Stellantis Melfi’

Ieri la Fiom non ha firmato l’accordo. La Cgil replica a Bardi: governo regionale inadeguato

Il presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi (centrodestra) – in una nota diffusa dall’ufficio stampa – ha detto di essere “contento dell’accordo tra Stellantis e i sindacati. Dispiace non vedere la firma di tutte le sigle, ma sul tema si è già espresso il comunicato delle sigle firmatarie, che condivido. Un altro passo verso il futuro dello stabilimento di Melfi (Potenza), che non sarà privo di difficoltà ma che dobbiamo accompagnare e risolvere con il lavoro quotidiano”. Il governatore lucano ha fatto riferimento alla mancata firma da parte della Fiom, mentre il comunicato congiunto è stato sottoscrito da Fim, Uilm, Fismic e Uglm. “La Regione Basilicata – ha continuato Bardi – farà la propria parte, come già comunicato al governo e alla multinazionale. Insieme al governo nazionale e alle altre regioni interessate, metteremo in campo una strategia lungimirante e nazionale per l’automotive. Chi pretende il passaggio all’elettrico tout court e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e dell’indotto – ha aggiunto – scambia la propria ideologia per realtà e prende in giro i lavoratori. Ieri al parlamento europeo è andata in onda un’altra puntata di questo film horror, con l’agricoltura italiana, meridionale e lucana aggredita dalla sinistra europea, come hanno sottolineato le associazioni di categoria”. Secondo il presidente della Regione, “va bene la transizione energetica, in Basilicata siamo già avanti, ma non si possono scaricare le conseguenze di decisioni ideologiche sui territori e sui lavoratori. Vale per l’automotive, vale per l’agricoltura e – ha concluso Bardi – per tutti i settori coinvolti”.

“Ancora una volta si scambiano volutamente posizioni di merito per posizioni ideologiche per puri fini elettorali e per scaricare su terzi il proprio immobilismo e inappropriatezza. Se siamo a questo punto, la responsabilità non è soltanto della crisi congiunturale del settore automotive che è frutto di ritardi su investimenti pubblici e privati su innovazione e ricerca per la transizione, ma anche del governo regionale che ha fatto orecchie da mercante ai continui solleciti da parte della Cgil di tavoli regionali e nazionali per affrontare la questione Stellantis”. Lo hanno scritto i segretari generali della Cgil Basilicata, della Cgil Potenza e della Fiom Cgil Basilicata, Fernando Mega, Vincenzo Esposito e Giorgia Calamita, in una nota riferita alle dichiarazioni del presidente della Regione, Vito Bardi, sull’accordo, non firmato dalla Cgil, per lo stabilimento di Melfi. “Come ribadito più volte – hanno sottolineato i rappresentanti sindacali – non c’è nessuna ideologia nell’affermare che il passaggio all’elettrico deve essere accompagnato da investimenti e nuova occupazione e non da incentivi all’esodo e da trasferte forzate che rappresentano veri licenziamenti e che, secondo i nuovi accordi, coinvolgeranno altri 1.200 lavoratori e lavoratrici, svuotando le linee produttive con un ulteriore peggioramento delle condizioni di lavoro, di salute e sicurezza. Risultano quindi inaccettabili le dichiarazioni di Bardi secondo cui ‘chi pretende il passaggio all’elettrico tout court e il mantenimento degli attuali livelli occupazionali e dell’indotto scambia la propria ideologia per realtà e prende in giro i lavoratori'”. Secondo la Cgil, “a prendere in giro i lavoratori e l’intera regione Basilicata è proprio il presidente Bardi quando afferma che la transizione comporta necessariamente degli esuberi e allo stesso tempo un accordo che svuota lo stabilimento Stellantis di Melfi e peggiora le condizioni di lavoro sia in termini di carico di lavoro sia di salario e che pertanto la Fiom Cgil non ha firmato. Accordo che i metalmeccanici della Cgil lucana non hanno firmato anche perché consente a Stellantis di proseguire con l’insourcing delle lavorazioni e le produzioni provenienti anche dalla componentistica, aumentando il rischio occupazionale”.