Agricoltura, Coldiretti: addio a green pass salva raccolti pugliesi
“L’addio al green pass salva i raccolti agricoli garantiti in Puglia dalla presenza nelle campagne di lavoratori stranieri che rischiavano di essere bloccati da appesantimenti burocratici”. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia in riferimento al superamento dell’emergenza con l’entrata in vigore dal 1 maggio delle nuove regole sanitarie per il Covid proprio nel momento in cui è più forte la domanda di lavoro in agricoltura.
“Ora occorre però – incalza Coldiretti Puglia – velocizzare il rilascio dei nulla osta necessari per consentire ai lavoratori extracomunitari, di poter arrivare in Italia per lavorare nelle imprese agricole”.
In Puglia 39mila lavoratori stranieri forniscono il 22,4% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, mentre Coldiretti Puglia denuncia che si registrano fortissime difficoltà a reperire anche la manodopera italiana. “Si tratta soprattutto – ricorda la Coldiretti Puglia – di lavoratori dipendenti a tempo determinato che arrivano dall’estero e che ogni anno attraversano il confine per un lavoro stagionale per poi tornare nel proprio Paese, spesso stabilendo delle durature relazioni professionali oltre che di amicizia con gli imprenditori agricoli”.
Con il Covid a pesare sono stati i limiti al passaggio nelle frontiere disposti da molti paesi per l’emergenza Covid, ma anche il mancato riconoscimento in Italia dei green pass ottenuti da vaccini somministrati nei Paesi extracomunitari, come il Sinopharm cinese, la cui validità non è riconosciuta in Italia.
Coldiretti spiega che in Italia un prodotto agricolo su quattro viene raccolto da mani straniere con 358mila lavoratori provenienti da ben 164 Paesi diversi che sono impegnati in agricoltura, fornendo più del 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore.
“L’arrivo dei lavoratori stranieri nelle campagne italiane è dunque importante – conclude Coldiretti – per salvare i raccolti e garantire l’approvvigionamento alimentare alla popolazione in un momento particolarmente delicato con speculazioni, rincari, mancanza di alcuni prodotti”.

