Potenza, Bonomi all’evento di Confindustria Basilicata: Pnrr occasione storica per il Sud. La crescita? Il problema è dal 2023 in poi
“Riteniamo che gli otto miliardi sono pochi, riteniamo che ne debbano essere messi almeno 13 su un taglio forte contributivo del cuneo fiscale”. Lo ha detto a Potenza il Presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, a margine di un’iniziativa sul tema “Motore Mezzogiorno, Ripartenza Italia”, rispondendo a una domanda dei giornalisti sulla manovra finanziaria.
“Noi – ha specificato il leader di Confindustria – l’abbiamo sempre dichiarato fin dall’inizio della discussione della legge di bilancio, noi riteniamo che” gli otto miliardi “debbano essere messi tutti sul taglio contributivo del cuneo fiscale, in primis per mettere più soldi in tasca agli italiani, gli stessi nove su dieci che, come ha detto Mattarella, hanno dimostrato un grande senso civico. Gli stessi italiani che si sono sacrificati in questi ultimi 18 mesi ed è – ha continuato Bonomi – anche giusto dargli un segno e soprattutto, mettere più soldi in tasca agli italiani, per stimolare la domanda interna”. Secondo Bonomi, “è vero che l’export sta andando molto bene, quest’anno faremo forse 550 miliardi e quindi il record, ma dobbiamo stimolare anche la domanda interna, che è ferma da decenni. In secondo, visto che stanno aumentando le materie prime, stanno aumentando i costi energetici, l’unico fattore di competitività su cui possiamo lavorare è abbassare il costo del lavoro”.
In merito ai dati sulla crescita il Presidente di Confindustria ha detto: “Credo che i dati stiano dicendo che, visto il rimbalzo che abbiamo avuto quest’anno, più o meno abbiamo già acquisito un aumento del pil del 4 per cento, il problema non è l’anno prossimo ma dal 2023 in poi, se non cresciamo a ritmi superiori al 4 per cento, non saremo in grado di rispondere al debito emergenziale cha abbiamo contratto”. “Purtroppo – ha continuato – anche tenendo conto degli investimenti che verranno stimolati dal Pnrr, se guardate sia nel Piano stesso che nella Nadef, si stima una crescita dell1’5 per cento noi dobbiamo avere una crescita solida e strutturale dal 2022 in poi, questa è la nuova sfida”.
In questo contesto, il Pnrr rappresenta secondo Bonomi una “occasione storica per rispondere ai divari, ai quali da 160 anni, dall’Unità d’Italia, questo Paese non sta dando risposta. Sono divari di genere, generazionali, di territorio e di competenze”. “Questa – ha proseguito – è la grande sfida che abbiamo di fronte: soprattutto dare una risposta alle categorie che più hanno sofferto, che più soffrono durante le crisi che sono i giovani, le donne e i lavoratori a tempo determinato. Al quale siamo chiamati tutti a dare una risposta, se falliremo – ha detto – sarà un grande fallimento per tutto il Paese”.
Il presidente avverte in merito al pericolo che le transizioni così come sono state pensate potrebbero comportare in termini di spegnimenti importanti di filiere produttive, motivo per il quale – ha sottolineato – “vanno accompagnate da riforme che il Paese aspetta da trent’anni” ribadendo che “Ora i mezzi e i soldi ci sono. Non ci sono più scuse per avere un Paese moderno e inclusivo.
Noi stiamo prendendo i soldi indebitando figli e nipoti. Una responsabilità che dobbiamo condividere”.
Riferendosi alla manovra finanziaria, il numero uno di Confindustria ha evidenziato che “gli otto miliardi del taglio al cuneo non possono essere spesi per mettere bandierine. La strada che questo Paese deve fare è ancora lunga: la battaglia non è ancora vinta”. “La politica – ha evidenziato – non ha capito che” con la pandemia “è cambiato il mondo e sono cambiati i tempi. Il Paese ci chiede altro, ci chiede di rispondere alle grandi disuguaglianze”.
Bonomi ha poi sottolineato come da parte di Confindustria ci sia “concreto supporto all’azione riformatrice del Governo. Confindustria è un partner strategico del Governo”. “Abbiamo – ha aggiunto – il dovere di mettere in evidenza i correttivi da porre per un avanzamento materiale e morale del Paese: non è critica ma è amore per il nostro Paese”.
“Agli imprenditori non mancano sogni, ma è nostro dovere metterli nelle condizioni di realizzarli. Nel 2021/26 – ha concluso – la possibilità di fare grande questo paese c’è. Vogliamo poter dire ai nostri ragazzi: noi abbiamo fatto tutto ciò che c’era da fare!”
Sud e PNRR. Confindustria Basilicata, occasione storica per sviluppo post Covid

