In Basilicata falliscono le imprese: aumentati nel terzo trimestre dell’anno del 133,3% causa Covid

Il dato è di quelli che mettono inquietudine, 133,3% in più. Stiamo parlando, purtroppo, dei fallimenti di imprese in Basilicata nell’ultimo anno. Secondo il report stilato da Cerved, agenzia di informazione commerciale, più del doppio delle aziende lucane sono fallite nell’ultimo periodo.

I dati, fortemente influenzati dal mancato ritorno alla piena attività dei tribunali e dei ritardi accumulatisi a causa del lockdown, non sono veritieri al 100%. Si stima che i ritardi abbiano fatto slittare l’apertura di nuove pratiche e abbiano impattato per almeno 4 mesi sugli incassi previsti nel recupero crediti.
Tra luglio e settembre 2020 si sono registrati 14 fallimenti in Basilicata, da aggiungere ai 31 dei trimestri precedenti. 207 invece sono le procedure non fallimentari aperte nel terzo trimestre dello scorso anno.
“Prima del covid, in Italia – ha dichiarato l’amministratore delegato di Cerved Andrea Mignanelli – avevamo circa l’8% delle piccole e medie imprese a rischio fallimento ma ancora in piedi. Con un nuovo lockdown, questo numero potrebbe crescere fino al 20% e sarebbe un colpo fatale”.

Complessivamente nel Paese, secondo Cerved, un nuovo lockdown duro porterebbe alla perdita di quasi 2 milioni di posti di lavoro, stime pesanti che danno l’idea dell’urgenza del momento, soprattutto per le imprese di determinati settori come agenzie di viaggi, ristorazione, organizzazione di fiere e convegni, industria cinematografica e persino catene di retail. Nuove restrizioni, in questi settori, causerebbero dal 30 al 50% di perdita di fatturato con la conseguente scomparsa di moltissime attività. Uno scenario da evitare a tutti i costi.