Bitonto, la pandemia rischia di bloccare le azioni messe in campo per contrastare le organizzazioni criminalità

A tre anni dalla morte innocente di Anna Rosa Tarantino, il sindaco Abbaticchio traccia un bilancio sulle azioni messe in campo a Bitonto

Il giro di droga. È sempre stato questo il principale male da combattere a Bitonto, nel Barese, dove la malavita organizzata ha tenuto banco in città, portando anche, negli scontri a fuoco, alla morte innocente di Anna Rosa Tarantino, il 30 dicembre del 2017.

E in occasione del terzo anniversario dalla tragica scomparsa, il sindaco Michele Abbaticchio traccia un bilancio rispetto a quello che è cambiato in città.

Controlli, sistemi di videosorveglianza e costante presenza sul territorio delle forze dell’ordine hanno cercato di mettere in sordina un problema radicato da anni nella città vecchia. Ma adesso, con la pandemia in corso, si rischia di bloccare le azioni fatte finora.

Mai abbassare il livello di attenzione contro le organizzazioni criminali, soprattutto su quelle dedite allo spaccio di stupefacenti che a Bitonto hanno negli anni determinato forti contese. Rivolgersi soprattutto ai giovani: il primo cittadino spera che nelle scuole partano il prima possibile corsi di antimafia sociale per raccontare le storie di chi oggi non c’è più, perché morto a causa della mano della mafia.