Ancora scarichi fognari a cielo aperto nella Gravina
MATERA – Non c’è tregua per l’inquinamento del torrente Gravina, in pieno Parco della Murgia, a Matera. Come già ricordato all’incirca un mese fa, oltre allo scempio ambientale dello Jesce inquinato che, confluendo nel corso d’acqua materano, compromette quotidianamente flora e fauna dell’area protetta, c’è anche la questione della condotta fognaria di via Casalnuovo che, puntualmente, continua a scaricare liquame, come accadeva anche questa mattina, con tanto di cascata maleodorante. Il problema, insomma, non riesce a trovare una soluzione adeguata e definitiva, relegando a una discarica di escrementi uno scenario unico al mondo per la sua tipicità. Eppure, è il caso di ricordarlo nuovamente, sul finire del settembre scorso Acquedotto lucano effettuò alcuni interventi sull’impianto di sollevamento acque che da via Madonna delle Virtù, nei Sassi, nella zona sottostante la chiesa di Sant’Agostino, porta le acque nere verso il depuratore di contrada Pantano, proprio al fine di ovviare al problema, vecchio di anni. A quanto pare, però, questi lavori sono serviti a ben poco. Il fenomeno, infatti, si è rallentato nei primi tempi, poi si è fatto notare nuovamente nei giorni di pioggia, ed ora lo sversamento avviene anche in giornate non piovose. In conclusione c’è da augurarsi quanto già chiesto nel novembre scorso: un controllo su cosa sta accadendo sulla condotta, per scongiurare una beffa ambientale reiterata ai danni della Gravina e per evitare sprechi ulteriori di denaro pubblico per lavori che puntualmente durano da Natale a Santo Stefano.

