Cammini di Basilicata, Cifarelli: “Un tassello per valorizzare territori, identità e comunità”

Riconoscere e promuovere la Rete dei Cammini lucani come vera e propria infrastruttura strategica per lo sviluppo dei borghi e delle aree interne. È questo l’obiettivo della proposta di legge “Norme per il riconoscimento, la tutela, la valorizzazione e la promozione dei Cammini della Basilicata”, depositata il 17 settembre dai consiglieri regionali Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza e Antonio Bochicchio. Il testo si colloca in attuazione della legge nazionale n. 24 del 13 febbraio 2026 e si raccorda con la normativa regionale sulla sentieristica e la viabilità minore.

La proposta punta all’istituzione di un Catasto regionale telematico e georeferenziato, alla definizione di standard unificati di qualità e sicurezza, all’adozione di un Programma triennale degli interventi e alla creazione di un Fondo regionale dedicato alla manutenzione e alla segnaletica. Cifarelli ha espresso apertura al confronto in Commissione con l’iniziativa legislativa presentata dal consigliere Fernando Picerno, con l’obiettivo di giungere a un testo condiviso che coinvolga APT, CAI, enti locali e associazioni del settore.

In merito alla visione strategica del provvedimento, il consigliere regionale Roberto Cifarelli ha dichiarato: “Lo scorso 17 settembre, insieme ai colleghi Piero Lacorazza e Antonio Bochicchio, abbiamo depositato una nostra proposta di legge recante ‘Norme per il riconoscimento, la tutela, la valorizzazione e la promozione dei Cammini della Basilicata’, elaborata in attuazione della legge nazionale n. 24 del 13 febbraio 2026 e in raccordo con la legge regionale n. 51 del 2000 sulla viabilità minore e la sentieristica. L’iniziativa legislativa del consigliere Fernando Picerno sulla valorizzazione dei cammini e dei sentieri della Basilicata conferma l’attenzione verso un tema importante sul quale sarà utile confrontarsi in Commissione. La nostra proposta sui Cammini, tuttavia, non nasce come un’iniziativa isolata. Si inserisce in un lavoro legislativo più ampio che stiamo portando avanti e che comprende le iniziative sui Parchi urbani delle Cantine, sui Paesaggi delle produzioni e sulla tutela e valorizzazione dei dialetti e del patrimonio linguistico locale. Sono interventi diversi, ma riconducibili a uno stesso disegno: riconoscere e mettere a valore ciò che rende peculiari i nostri territori, costruendo intorno al patrimonio materiale e immateriale della Basilicata nuove opportunità di sviluppo, soprattutto per i piccoli comuni e le aree interne. Da questo punto di vista, la legge sui Cammini prova a unire tanti puntini di uno stesso disegno strategico. Un cammino attraversa paesaggi e borghi, incontra produzioni tipiche, tradizioni, luoghi della cultura e della spiritualità, racconta le comunità e può generare servizi, ospitalità e piccole economie locali. Per questo abbiamo scelto di considerare i cammini non soltanto come itinerari turistici, ma come vere infrastrutture territoriali. Il fatto che sul tema sia intervenuto anche il collega Picerno con una propria proposta è dunque un elemento positivo. Sarà interessante confrontare i testi in Commissione, verificarne convergenze e differenze e lavorare, se vi saranno le condizioni, alla costruzione di un testo unificato e condiviso, ascoltando APT, CAI, enti locali, associazioni e quanti già operano sul territorio. Non ci interessa una discussione sulla primogenitura delle proposte. Ci interessa che il Consiglio regionale colga l’occasione per dotare la Basilicata di una disciplina efficace e, soprattutto, per inserire i cammini dentro una visione più complessiva. Paesaggi, produzioni, cantine, dialetti, borghi, sentieri e cammini sono parti diverse di uno stesso patrimonio. Metterle in relazione significa provare a trasformare l’identità dei territori in una leva di futuro, senza snaturarla. È questo il filo che lega le iniziative legislative che stiamo portando avanti ed è su questo terreno che siamo disponibili al confronto”.