Osservazione della Terra, a Nova Siri la Summer School internazionale dell’Università della Basilicata
Dal 13 al 18 settembre 2026 studenti e docenti da tutto il mondo si confronteranno sulle tecniche satellitari per il monitoraggio dei rischi vulcanici e sismici. L’iniziativa rientra nel progetto EO-SAT finanziato dal MUR e affianca l’omonimo Master internazionale dell’Unibas
Ventidue studenti provenienti da nove Paesi e docenti ed esperti di rilievo nazionale e internazionale si incontreranno a Nova Siri Marina (Matera), dal 13 al 18 settembre, per la Summer School internazionale “Earth Observation techniques for Monitoring Volcanic and Seismic Hazards”, organizzata dall’Università degli Studi della Basilicata.
La Scuola, ospitata presso il Giardini d’Oriente Village, è una delle cinque Summer Schools previste nell’ambito del progetto EO-SAT, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca a seguito di un bando competitivo vinto dall’Unibas. L’iniziativa integra le attività formative del Master internazionale di primo livello “Earth Observations from Space: Advanced Technologies and Applications (EO-SAT)”, giunto alla seconda edizione.
Dopo l’edizione 2025 di Maratea, dedicata alle “Earth Observation Techniques for Infrastructures Monitoring”, quest’anno l’attenzione sarà rivolta al monitoraggio dei rischi vulcanici e sismici. Accanto alle applicazioni, la Summer School approfondirà anche specifici aspetti teorici legati alla ionosfera terrestre.
La forte dimensione internazionale dell’iniziativa è testimoniata dalla partecipazione di 22 studenti selezionati provenienti da Afghanistan, India, Iran, Italia, Kazakistan, Kenya, Nigeria, Pakistan e Spagna. A tenere le lezioni saranno studiosi ed esperti provenienti, oltre che dall’Italia, da Bulgaria, Francia, Giappone, Grecia, Stati Uniti e Taiwan, tra cui direttori e rappresentanti di importanti centri di ricerca.
«La Scuola di Nova Siri, come quella tenutasi lo scorso anno a Maratea, fa parte di un unico progetto formativo che, insieme al Master EO-SAT, punta a rafforzare le competenze nel settore delle Osservazioni della Terra dallo Spazio, nel quale l’Unibas sta consolidando il proprio ruolo di riferimento internazionale», sottolinea Valerio Tramutoli, professore ordinario di Astrofisica dell’Unibas, coordinatore del Master EO-SAT e responsabile delle EO-SAT Summer Schools.
La significativa presenza di studenti stranieri e provenienti da altre regioni, aggiunge Tramutoli, mostra la capacità dell’offerta formativa dell’Ateneo di attrarre giovani e competenze sul territorio. Il Master EO-SAT è il primo in Europa in grado di formare professionisti con competenze di base e specialistiche offrendo una preparazione che abbraccia l’intera filiera dell’Osservazione della Terra: dalla progettazione e implementazione di piattaforme e sensori di telerilevamento all’analisi e interpretazione dei dati, fino allo sviluppo di applicazioni e servizi avanzati.
L’esperienza del Master guarda inoltre a una prospettiva più ampia: la possibile realizzazione della prima Laurea Magistrale in Osservazione della Terra dallo Spazio dell’Unibas, anche in collaborazione con Atenei italiani e stranieri, con un possibile avvio già dall’anno accademico 2028-2029.
Importante anche il rapporto con il sistema produttivo regionale. Antonio Colangelo, presidente del Consorzio Tecnologie per le Osservazioni della Terra (TeRN) e del Cluster Lucano dell’Aerospazio (CLAS), evidenzia come il Master rappresenti per le imprese «un modello di successo per la specializzazione delle risorse umane nel settore dell’aerospazio». I risultati, sottolinea Colangelo, sono confermati dall’inserimento nelle imprese lucane di giovani formati durante la prima edizione del Master, un percorso che sta proseguendo anche con gli allievi della seconda edizione.
La Summer School conferma, infine, il ruolo strategico che l’Osservazione della Terra riveste per la Basilicata. Per Nicola Pergola, dirigente di ricerca del CNR-IMIOT, componente del Comitato scientifico del Master e co-organizzatore della Scuola, l’iniziativa testimonia la rilevanza raggiunta dal settore nella regione, sia nella ricerca e nell’alta formazione sia nel sistema produttivo. Un ruolo ulteriormente riconosciuto, sottolinea Pergola, dalla recente denominazione dell’istituto CNR in Istituto di Metodologie Integrate per l’Osservazione della Terra (CNR-IMIOT).

