Legali cittadini, ‘sull’ex Ilva probabile decisione dei giudici entro il 16/9’
“Penso che i giudici decideranno prima del 15 settembre perché il giorno dopo, da quanto ha spiegato l’impresa, se si spegnerà il bottone delle attività dell’area a caldo non si potrà più tornare indietro”. Così l’avvocato Ascanio Amenduni, uno dei legali degli undici cittadini di Taranto che hanno ottenuto lo stop dell’area a caldo dell’ex Ilva, ha spiegato la probabile tempistica della decisione della Corte d’Appello milanese sull’istanza di “sospensiva”, proprio del blocco disposto a luglio dai giudici, presentata dagli avvocati di Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria.
Come sempre avviene in questi procedimenti, i giudici, dopo l’udienza di discussione, si sono riservati di decidere e depositeranno il provvedimento nel giro di qualche giorno. I legali degli undici cittadini, tra cui “un bimbo di 12 anni che si è gravemente ammalato”, hanno rivendicato, come promotori del procedimento cautelare di azione inibitoria che ha preso il via cinque anni fa, le due decisioni, prima del Tribunale e poi della Corte d’Appello a fine luglio, che per il “diritto alla salute” hanno disposto lo stop dell’area a caldo, da mettere in atto nel giro di tre mesi, entro fine ottobre.
I legali di Acciaierie d’Italia e Ilva in Amministrazione Straordinaria, tra cui l’avvocato Giuseppe Lombardi, dopo aver presentato ricorso in Cassazione (udienza da fissare) contro la decisione di luglio, hanno chiesto che, proprio in attesa del giudizio della Suprema Corte, quel provvedimento venga sospeso. Da qui l’udienza di oggi durata due ore, dopo il deposito di memorie.
L’avvocato Amenduni ha spiegato che, nel corso del procedimento, “è arrivata anche la decisione della Corte Ue” che ha stabilito, così come le sentenze milanesi, che “è più importante salvare anche solo una vita umana che produrre”. Anche durante il lockdown nel periodo Covid, ha aggiunto il legale, “la salute umana è stata messa al primo posto rispetto alle esigenze delle imprese”. Erano presenti anche i legali della Regione Puglia. “Si sono rimessi alle valutazioni della Corte”, ha detto Amenduni.

