La Puglia rafforza la rete dei Poli universitari penitenziari

Coordinamento tra Atenei in collaborazione con amministrazione penitenziaria e Regione

Il viceministro Sisto: “Studio e formazione strumenti essenziali per costruire la legalità”

È stato firmato questa mattina nel Salone degli Affreschi del Rettorato dell’Università degli Studi di Bari Aldo Moro il nuovo Accordo Quadro per il potenziamento delle attività dei Poli Universitari Penitenziari in Puglia. Alla sigla hanno partecipato l’assessora alla Cultura e alla Conoscenza della Regione Puglia Silvia Miglietta, il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per la Puglia e la Basilicata Pierpaolo D’Andria, i rettori degli Atenei pugliesi Roberto Bellotti (UniBa), Umberto Fratino (PoliBa), Maria Antonietta Aiello (UniSalento), Lorenzo Lomuzio (UniFg) e Antonello Garzoni (Lum) e il Garante regionale dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale Piero Rossi. Tra gli obiettivi dell’accordo figurano la creazione di un coordinamento stabile tra Atenei pugliesi e la costituzione di un Polo didattico universitario penitenziario tra l’amministrazione penitenziaria di Puglia e Basilicata, la Regione Puglia e le università. All’incontro per la sottoscrizione del protocollo è intervenuto da remoto il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto.
“Con questo protocollo – ha spiegato l’assessora Miglietta – cerchiamo di semplificare le procedure di iscrizione ai corsi universitari per le persone in regime di detenzione e dare loro gli strumenti per studiare, fare gli esami e conseguire un titolo. Lo facciamo, fra le altre cose, attraverso l’impegno all’esonero totale o parziale della tassa regionale al diritto allo studio e all’implementazione di piattaforme e-learning e di didattica a distanza”.
“Le Università – ha detto il rettore Bellotti – hanno il dovere di essere presidio di conoscenza, inclusione e responsabilità sociale, anche nei luoghi della fragilità e della marginalità. Con la sottoscrizione di questo nuovo Accordo Quadro, i cinque atenei pugliesi rafforzano una rete istituzionale che mette al centro la persona e il valore costituzionale della rieducazione della pena. Garantire il diritto allo studio alle persone detenute significa offrire strumenti concreti di crescita culturale, consapevolezza e reinserimento sociale”.

“L’accordo quadro per la nascita e il rafforzamento del polo didattico universitario penitenziario rappresenta un esempio concreto di come le istituzioni possano lavorare insieme ponendo al centro i diritti fondamentali della persona. Lo studio e la formazione sono strumenti essenziali per costruire la legalità e offrire una prospettiva diversa a chi sta scontando una pena. Investire nella conoscenza significa intervenire sulle cause profonde della marginalità e offrire una possibilità reale di cambiamento. Un detenuto che studia non è semplicemente una persona che occupa il tempo: è una persona che costruisce il futuro e recupera fiducia nelle proprie capacità”. Così il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto, in occasione della sottoscrizione del nuovo Accordo quadro per il potenziamento delle attività dei Poli Universitari Penitenziari in Puglia.
“Le nuove politiche in materia penitenziaria – ha proseguito Sisto – vanno nella direzione di superare la visione puramente custodiale del carcere, puntando decisamente sul reinserimento sociale e sulla conseguente riduzione della recidiva. Per questo è fondamentale promuovere percorsi professionali seri, occasioni di lavoro e strumenti effettivi che consentano al detenuto di prepararsi a una vita diversa, una volta terminata la pena. La sicurezza della collettività passa anche dalla capacità dello Stato di accompagnare chi ha sbagliato in un percorso di nuova responsabilizzazione”.