L’età inquieta: a Lecce le istituzioni a confronto con 450 studenti sul disagio giovanile

Si è tenuto a Lecce, presso il Cinema Multisala Massimo, il convegno “L’età inquieta. Il bisogno di essere ascoltati, compresi e visti”, iniziativa promossa dal Prefetto Natalino Manno per analizzare le fragilità e le necessità comunicative delle nuove generazioni. L’evento ha coinvolto oltre 450 studenti delle scuole secondarie della provincia, offrendo un’occasione di dialogo diretto tra i giovani e i rappresentanti delle istituzioni.

Il Prefetto Manno, in apertura dei lavori, ha sottolineato l’importanza del confronto come strumento di cittadinanza attiva, richiamando l’attenzione sulla necessità di monitorare fenomeni critici come l’introduzione di armi bianche nelle scuole, citando recenti fatti di cronaca nazionale. “È necessario ascoltare i ragazzi e dare loro dei punti di riferimento, per renderli protagonisti di una società migliore e accompagnarli nel percorso di crescita”, ha dichiarato il Prefetto, ribadendo il valore della sinergia tra istituzioni, famiglie e mondo della scuola per contrastare episodi di rabbia e violenza.

Al dibattito hanno contribuito diverse figure del mondo della giustizia e del sociale. Simona Filoni, Procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Lecce, ha messo in guardia i giovani sulla rilevanza penale di alcune condotte spesso sottovalutate, invitando al contempo gli adulti a “comprendere le ansie dei giovani e tendere loro la mano, in modo da combattere l’indifferenza e il sentimento di solitudine”. Monica Scotto Di Carlo, responsabile di Psicologia Ospedaliera del “Vito Fazzi”, ha invece posto l’accento sulla costruzione di rapporti reali oltre la barriera dei social, mentre Suor Simona Biondin ha spronato i ragazzi a non cedere alle lusinghe della criminalità organizzata e a riconoscere la propria unicità.

Il cuore della manifestazione è stato il confronto con gli studenti, che hanno espresso il forte desiderio di essere ascoltati più che semplicemente “sentiti”. Gli interventi dei ragazzi hanno evidenziato una riscoperta del valore del dialogo e delle esperienze semplici, come testimoniato dalle parole del giovane Jacopo: “Io non sono né ricco né povero, né intelligente né stupido, ma vado in bicicletta con i miei amici e questo mi rende felice”. L’incontro si è concluso con l’auspicio di rendere queste occasioni di ascolto un pilastro fondamentale per la crescita della comunità.