Scontro sulla medicina estetica in Puglia: Asl Bari chiude studi, associazioni pronte al ricorso

La sospensione degli studi senza specializzazione apre un contenzioso tra medici estetici e Regione Puglia

Mancava il requisito della specializzazione in Dermatologia o in Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Così l’Asl Bari ha disposto la sospensione dell’attività di numerosi studi di medicina estetica, scatenando lo scontro con la Società di Medicina Estetica (Sime), la Federazione Italiana di Medicina Estetica (Fime) e il sindacato Tutela Medici Estetici (Tme).

Le organizzazioni di categoria contestano l’interpretazione restrittiva del Regolamento regionale pugliese del 2020, modificato nel 2022, ritenendo che limiti i diritti dei medici chirurghi abilitati. “La medicina estetica non è riservata a una singola specializzazione. È una disciplina medica autonoma, nata in Italia oltre cinquant’anni fa, fondata su competenze multisciplinari e percorsi formativi post-laurea riconosciuti dal Ministero della Salute”, afferma Emanuele Bartoletti, presidente della Sime.

La protesta riguarda in particolare i medici che avevano conseguito diplomi di Scuola quadriennale o Master Universitari riconosciuti da molti Ordini dei Medici. Alcune professioniste colpite dai provvedimenti hanno denunciato i danni economici e di credibilità: “Ci hanno rese fantasmi”, dichiarano, costrette a trasferirsi in altre regioni per lavorare.

Secondo Nicola Zerbinati, presidente Fime, “il diritto alla professione dei medici con percorsi post-laurea qualificanti in medicina estetica deve essere garantito, riconosciuto e protetto da interpretazioni restrittive non coerenti con l’ordinamento medico”. Le associazioni annunciano ricorsi al Tar contro la Regione Puglia e contro ogni atto ritenuto illegittimo.