Matera, scuola Bramante: tutto da rifare

L’edificio scolastico di via Bramante
Matera. Scuola Bramante: tutto da rifare. Il Comune ha rescisso il contratto con la ditta SIKELIA Costruzioni S.p.A. , vincitrice della gara d’appalto per la ricostruzione del plesso scolastico. Tra le motivazioni elencate nella determina, a firma del dirigente Sante Lomurno , vista la relazione dell’architetto Giuseppe Gandi: abbandono del cantiere considerato l’assenza di personale operativo e di vigilanza, teso a impedire eventuali ingressi non autorizzati; grave ritardo nei lavori che ha irrimediabilmente compromesso l’esecuzione degli stessi nei tempi contrattuali; mancato pagamento delle maestranze impegnate sui cantiere nonché di diversi sub affidatari nonostante la Stazione Appaltante abbia liquidato le somme maturate .
Disposta, dunque, la notifica della determina alla Compagnia Elba di Assicurazione con cui l’impresa ha stipulato polizze fideiussorie , ai fini dell’escussione immediata e conseguente pagamento delle relative somme in favore del Comune di Matera.
Successivamente si dovrà proporre la sottoscrizione del contratto alla seconda classificata nella gara d’appalto che dovrà accettare di proseguire i lavori secondo il progetto di chi ha vinto. In caso di risposta negativa, la graduatoria scalerà ancora e se nessuno accetterà di terminare l’opera, sarà necessariamente indetto un nuovo bando.
La scuola, ricordiamo, fu chiusa nell’agosto 2012 dopo che i tecnici del Comune, a seguito di un sopralluogo, avevano riscontrato dei problemi statici ai carichi verticali. Per questo motivo il sindaco di allora, Salvatore Adduce, dovette emettere l’ordinanza di chiusura della scuola. Poi la demolizione e il bando di gara per la ricostruzione.
“Esprimo ancora una volta il mio disagio – sottolinea il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri – di fronte ad una normativa sugli appalti che impedisce ai Comuni di selezionare per la partecipazione alla gara imprese collaudate e affidabili. Queste sono le conseguenze di una legge che persegue il fine della trasparenza ma che in realtà determina solo ritardi e lungaggini nella esecuzione delle opere”.

