L’Adiconsum interviene sui costi per la cancellazione delle ipoteche

Il logo Adiconsum

L’ultima beffa per i cassintegrati, i pensionati e le famiglie sovraindebitate, che in Basilicata fanno registrare medie superiori a quelle nazionali, arriva del Governo Berlusconi. L’Adiconsum Cisl regionale ha fatto sapere che l’esecutivo nazionale ha annullato il beneficio della gratuità della cancellazione dell’ipoteca sui mutui casa, previsto dal decreto Bersani. Il documento dell’ex-ministro dell’Economia, datato 2007, stabiliva che l’ipoteca iscritta a garanzia di un contratto di mutuo si estingueva contestualmente all’obbligazione garantita. La banca creditrice, in pratica, doveva rilasciare al debitore la quietanza attestante la data di estinzione dell’obbligazione e poi trasmettere la relativa comunicazione entro 30 giorni alla conservatoria dei registri immobiliari, la quale provvedeva alla formale cancellazione dell’ipoteca. Ma dal 2 gennaio di quest’anno, il decreto legislativo numero 218 del 2010 ha abrogato questa norma, con la conseguenza che i cittadini si ritrovano costretti a pagare al notaio una somma compresa tra gli otto e i novecento euro, alla voce spese di cancellazione dell’ipoteca. Mica bruscolini, in un momento in cui occorre razionalizzare le uscite al centesimo. Per questo, l’Adiconsum ha chiesto ai parlamentari lucani di adoperarsi per la modifica del decreto in questione e sarebbe il caso che tutti i referenti regionali a Roma si mostrassero sensibili verso le condizioni delle tasche dei cittadini che, contrariamente alle loro, risultano sempre più vuote.