Il chiosco della discordia

Il chiosco di via Ridola nella prima collocazione

Il chiosco di via Ridola nella prima collocazione

MATERA – I lavori sono terminati qualche ora fa, giusto in tempo per il roboante arrivo del codazzo presidenziale. Ora lo chiameranno info-point turistico, anche se originariamente qualcuno, come il vice-sindaco Acito, aveva deciso di battezzarla come edicola. Il chiosco della discordia di via Ridola che ha caratterizzato le cronache materane d’agosto è stato trasferito qualche metro più in là, insieme alla contraddittoria gestione della città. Quello, infatti, avrebbe dovuto sostituire la vecchia struttura dell’edicolante presente sulla strada, in nome della riqualificazione e dell’immagine dell’area: qualcuno però si dimenticò di spiegare al commerciante che avrebbe dovuto sborsare qualche decina di migliaia di euro per la sostituzione. Di qui il rifiuto di quest’ultimo e la decisione comunale di trasferire il chiosco qualche metro più in là per utilizzarlo come ufficio informazioni per i visitatori della città, questa volta senza preoccuparsi dell’impatto ambientale. Il risultato è oggettivamente anti-estetico e non solo, anche scomodo. Già qualche settimana fa lo aveva sottolineato il Presidente di Confesercenti materana, Gianni Schiuma, spiegando che la nuova collocazione della struttura avrebbe tolto posti auto preziosi a ridosso di via Lucana, in un tratto molto denso di attività commerciali. E così è stato: una piazzola di circa otto metri ha eliminato tre posti-auto. Se ne sono accorti anche i cittadini, soprattutto i clienti dei negozi nei pressi. In una lettera inviata alla nostra redazione, infatti, fanno notare come l’info-point turistico di via Ridola diventi, di fatto, il terzo in un raggio di pochi metri, visto che nella stessa zona sussistono due agenzie che offrono informazioni e materiale gratuito già da tempo. Uno spreco di risorse, insomma, che si ripercuote anche sul lavoro del vicino supermercato, creando non pochi disagi, e che i cittadini ci hanno pregato di sottolineare, per mostrare tutto il disappunto verso un’amministrazione sempre più avulsa dal concetto di coerenza.