Bari, botta e risposta tra De Laurentiis e Leccese: scontro su futuro del club e San Nicola

Il presidente difende la gestione della SSC Bari e chiede la disponibilità dello stadio per la Serie C. Il sindaco replica: “Serve chiarezza sul progetto”

Si irrigidisce il confronto tra la SSC Bari e il Comune sul futuro del club biancorosso. Con una lettera inviata il 26 maggio, il presidente Luigi De Laurentiis ha risposto al sindaco Vito Leccese dopo le tensioni seguite alla chiusura della stagione, difendendo il lavoro svolto dalla società e chiedendo il rilascio della disponibilità dello stadio San Nicola per completare l’iscrizione al prossimo campionato di Serie C. Il giorno successivo è arrivata la replica del primo cittadino, dai toni netti.

Nella sua PEC, De Laurentiis riconosce “la delusione della tifoseria e della città” per il mancato salto di categoria, spiegando però che il giudizio sul club non può fermarsi al risultato sportivo. Il presidente distingue infatti il rendimento sul campo dalla “solidità societaria e dalla capacità gestionale” della SSC Bari, sottolineando come negli ultimi otto anni la proprietà abbia garantito continuità aziendale, copertura economica e assenza di esposizioni debitorie.

Il numero uno biancorosso rivendica inoltre gli investimenti effettuati sullo stadio San Nicola e il rispetto degli impegni assunti con il Comune, ricordando che il Bari è stato l’unico soggetto a partecipare al bando per la gestione dell’impianto. De Laurentiis definisce “inusuale” l’intervento dell’amministrazione comunale sul progetto sportivo della società dopo una retrocessione e richiama la necessità di ottenere, entro i termini fissati dalla Lega Pro, la documentazione sullo stadio necessaria per l’iscrizione al campionato. In caso contrario, avverte, il club rischierebbe l’esclusione dalla competizione.

Dura la risposta del sindaco Leccese, che legge nella lettera del presidente “totale estraneità rispetto alla città” e una “completa indisponibilità al confronto” con l’amministrazione comunale, proprietaria del San Nicola. Il primo cittadino chiarisce di non parlare da tifoso deluso, ma da rappresentante della comunità e responsabile di uno degli impianti sportivi più importanti del Paese.

Leccese respinge inoltre le accuse sull’ipotesi di cessione del club, ricordando che dal 2028 le norme federali imporranno alla famiglia De Laurentiis di alienare una delle due società calcistiche possedute. “Non è dunque inusuale che io mi interessi alla vendita del Bari. È inusuale, piuttosto, che non se ne interessi Lei”, scrive il sindaco.

Sul nodo stadio, Leccese precisa che la normativa non obbliga il Bari a indicare necessariamente il San Nicola come impianto per la Serie C, invitando la società a valutare anche soluzioni alternative in Puglia per non compromettere l’iscrizione. Ma soprattutto chiede chiarezza sul futuro: “Le chiedo un piano industriale serio” almeno fino al 2028, domandando apertamente cosa intenda fare la proprietà dopo la scadenza del vincolo federale.

La chiusura è anche un messaggio politico e simbolico: “Il Bari non è un asset. È Bari. È la nostra città”. Un passaggio che fotografa uno scontro ormai aperto tra club e amministrazione comunale, mentre tifosi e ambiente biancorosso attendono risposte sul futuro della squadra.