“25 euro a voto”, l’accordo tra l’assessore Lopez e il clan: Bonasia si difende sui social

Lo tsunami dello scambio elettorale politico mafioso in Puglia ha da ieri smosso la campagna elettorale per le prossime elezioni regionali. L’inchiesta della Guardia di Finanza, coordinata da PM Fabio Buquicchio, non ha solamente portato a 6 arresti per scambio elettorale politico-mafioso, compreso quello di Antonio Lopez, assessore alle attività produttive di Modugno e candidato alle regionali per Forza Italia, ma ha anche e soprattutto documentato come la mafia a Bari riesca ancora a spostare ingenti quantità di voti all’interno dei seggi elettorali. Secondo quanto emerso da alcune intercettazioni, Lopez avrebbe sborsato per l’esattezza 25 euro per ogni preferenza, diventando nelle comunali del 2020 il primo per voti ottenuti nella lista “Modugno per le imprese e il commercio” con un totale di 195 preferenze. Una versione confermata dalle dichiarazioni di uno degli uomini del clan Parisi, Michele detto “Gelatina”, fratello del boss Savino. L’intreccio con il noto clan barese avrebbe coinvolto anche il sindaco di Modugno, Nicola Bonasia che avrebbe promesso un posto di lavoro ad un ragazzo dei Parisi, Cristian Stragapede. Secondo il Gip Giuseppe Montemurro però, il sindaco avrebbe accettato i voti di Stragapede, promettendogli in cambio un lavoro, ma senza sapere che Stragapede fosse un mafioso. All’oscuro della matrice mafiosa dell’accordo, ci sarebbero anche gli europarlamentari Michele Picaro e Alberico Gambino, entrambi fratelli D’Italia ed estranei ad ogni accusa. Intanto l’attuale sindaco di Modugno, Nicola Bonasia, attraverso un post facebook ha affidato ai social la sua difesa: “Ho sempre creduto che il rispetto della legalità sia il primo dovere di chi sceglie di servire la cosa pubblica. È su questo principio che ho fondato ogni mia scelta, ogni atto, ogni battaglia politica e personale. Chi mi conosce sa che non ho mai ceduto a pressioni o compromessi e che ho sempre anteposto l’interesse della comunità a qualsiasi altro”.«Collaborerò con serenità con la magistratura, certo che la verità ristabilirà i fatti»